Facebook blocca gli account dei nativi americani: tutta colpa della politica dei nomi reali

Continuano i pasticci in merito alla politica dei nomi reali di Facebook: questa volta ad essere bloccati sono stati gli account di alcuni nativi americani.

Facebook continua a creare problemi per quanto riguarda la politica dei nomi reali. Se vi ricordate in passato l'obbligo di dover usare il proprio nome vero sulla piattaforma a scapito di tutti gli pseudonimi e dei nomi d'arte aveva creato l'immediata protesta della comunità LGBT, la quale aveva cominciato a cercare altre alternative come Ello. Non pago, Facebook adesso comincia a creare problemi anche ai nativi americani. Pare infatti che Facebook abbia sospeso alcuni account di utenti che utilizzavano sul social network il loro nome da nativi americani: per Facebook anche questi non sono nomi reali.

Facebook e la politica dei nomi reali: bloccati gli account dei nativi americani


Facebook real name

Ebbene sì, dopo aver scontentato la comunità LGBT, adesso Facebook ce l'ha con i nativi americani rei di avere dei nomi che non si adattano alla politica dei nomi reali adottata dal social network blu. Un esempio? Oglala Lakota Lance Brown Eyes, un nativo americano, si è visto bloccare il suo account Facebook. Prontamente ha inviato al social network la sua carta di identità per dimostrare che quello era il suo vero nome e Facebook cosa ha fatto? Lo ha cambiato in Lance Brown.

Ma Oglala Lakota Lance Brown Eyes non si è dato per vinto: ha contattato il Better Business Bureau, ha minacciato Facebook di iniziare una class action ed ecco che Facebook è stato costretto a fare un passo indietro, ha mandato le sue scuse e gli ha fatto usare nuovamente il suo nome di battesimo. Chè Oglala Lakota Lance Brown Eyes, non Lance Brown.

Non è certo la prima volta che i nativi americani hanno problemi del genere: durante l'ultimo Columbus Day, Facebook aveva cominciato a sospendere diversi account di nativi e poi ci ha messo parecchi giorni prima di risolvere il pasticcio. Diciamo che questo è un caso limite, però è anche vero che a causa della sua politica sui nomi reali Facebook si trova in una situazione sempre più spinosa.

Da una parte la politica dei nomi reali è uno dei suoi pilastri, uno dei metodi per tentare di liberare la community dalla presenza dei troll, quegli stessi troll che stanno grandemente danneggiando anche Twitter, ma allo stesso tempo chi gestisce il blocco degli account deve rendersi conto che ci sono delle eccezioni da rispettare: è un equilibrio difficile da mantenere, però Facebook non può continuare a creare problemi a interi gruppi. Prima la comunità LGBT, ora i nativi americani, chi saranno le prossime vittime?

Via | Gizmodo.com

Foto | MindBodyGreen

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