VPN per accedere a Netflix in USA e per superare le barriere geografiche: quanto sono comuni?

I VPN oggi sono popolari, ma domani probabilmente saranno il nuovo spauracchio della repressione dei soliti copyright holder.

VPN numeri e successo

Abbiamo trattato dei VPN e di come utilizzarli. Sono diventati piuttosto prevalenti nella nostra cultura di europei rimossi da quel bene universale chiamato Netflix. Diciamocelo, una rete TV on-demand che offre una vasta scelta di spettacoli, serie e film direttamente a casa grazie al potere di internet cambia il volto dell’intrattenimento.

Purtroppo noi in Italia, come in molti altri paesi non lo possiamo usare: tocca “fingere” di essere americani e di guardare Netflix dagli USA o dal Canada. Questo funziona grazie ai VPN, o Virtual Private Network, che fanno in modo di darci una cittadinanza virtuale temporanea: sembra che ci connettiamo dagli Stati Uniti, ma restiamo in Italia.

I servizi VPN più seri chiedono all’utente una cifra che va dai 30 ai 50 euro annuali, e sono usati da milioni di persone per gli scopi più disparati oltre che per Netflix. Giocatori che vogliono evitare i server locali, shopper estremamente scaltri che vogliono controllare i prezzi di un determinato bene su Amazon per confrontare i prezzi provenendo da un altro paese, dissidenti che vivono sotto a una dittatura e vogliono contattarsi a vicenda sono solo tre esempi di persone che traggono giovamento dai VPN.

Numeri e situazione futura


I numeri sono alti, e c’è una crescita molto sostenuta della domanda per questi servizi. Secondo i calcoli di Uzair Gadit, co-fondatore del servizio PureVPN, globalmente ci sono 20 milioni di persone che si connettono così. La base dell’utenza è raddoppiata negli ultimi 12 mesi, visto che le velocità di internet aumentano ma la diffusione dei servizi lo fa molto più lentamente.

Indubbiamente, però, questa situazione non può durare. Milioni di persone stanno aggirando le leggi sul copyright, pur pagando regolarmente i servizi a cui accedono (oltre che versando un canone ai VPN). La situazione è grigia, incerta, ma non ci vorrà ancora molto affinché i copyright holder decidano che anche questo danneggia i loro guadagni. E sappiamo tutti che la maniera con cui reagiranno sarà cieca, furiosa e imprevedibile.

Foto | CC Flickr
Via | The New York Times

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