Il Wi-Fi non è dannoso per la salute?

Siete ancora convinti che il Wi-Fi sia dannoso per la vostra salute? Ecco i pareri del neurologo Giuseppe Scotti e del biologo Fiorenzo Marinelli.

Aggiornamento 5 febbraio 2015 - A pochi giorni dalle dichiarazioni del neuroradiologo Giuseppe Scotti sul wi-fi e l’assenza di danni per la nostra salute, è sempre il sito ufficiale di Humanitas ad allargare il dibattito e fornire il punto di vista di Fiorenzo Marinelli, biologo dell'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche, che precisa:

Il wi-fi è un’emissione radio che trasmette a una frequenza di 2.430 megahertz il segnale di internet che, fino a qualche anno fa, veniva trasmesso esclusivamente via cavo.

Premesso questo, il dottor Marinelli spiega:

Tutte le radiofrequenze sono state classificate come possibili cancerogeni per l'uomo dalla Iarc, l'International Agency for Research on Cancer, agenzia intergovernativa dell'Organizzazione mondiale della Sanità. La classificazione della Iarc è originata dagli studi epidemiologici del dottor Hardell sull'uso del telefono cellulare che ha stabilito un aumento del rischio di 4 volte, se si considera l'utilizzo del telefonino appoggiato all'orecchio, di ammalarsi di tumore cerebrale. Poiché in letteratura si parla di potenzialità cancerogena e di effetti sulla regolazione genica da parte di tutte le radiofrequenze, possiamo desumere che anche quelle emesse dai dispositivi wi-fi siano in qualche modo nocive. Anche se la densità di potenza emessa risulta minore di quella del telefono cellulare è stato infatti dimostrato già da alcuni studi che questo tipo di radiofrequenze possono contribuire a provocare danni alle cellule del nostro corpo.

Un parere contrastante, questo, al quale ha già ribattuto il professor Giuseppe Scotti, che tornando sull’argomento ha precisato:

Non ci sono ancora dati scientifici incontrovertibili che dimostrino effetti cancerogeni delle radiofrequenze non ionizzanti. Per il momento è il caso di sospendere il giudizio nell'attesa di nuovi studi scientifici più oggettivi, supportati da esperimenti inoppugnabili, replicabili e verificabili.

E' proprio l'assenza di dati oggettivi a provocare questa confusione, ma indipendentemente da come deciderete di collegarvi ad Internet nella vostra abitazione dovrete pur sempre fare i conti col mondo esterno, sempre più orientato verso le connessioni senza fili.

Il Wi-Fi non è dannoso per la salute

NYC To Turn Some Of Its 12,000 Phone Booths Into Free Wifi Spots

Il Wi-Fi può essere dannoso per la salute. E’ una frase che abbiamo sentito pronunciare più volte da un amico, un insegnante, un parente e chi più ne ha più ne metta. E questo nonostante non ci siano studi certi a tal riguardo. E’ sufficiente andare a pescare nell’archivio di qualche autorevole quotidiano per trovare tanti dubbi.

Lo scorso marzo il Corriere Della Sera riportava il parere di Francesco Monico, massmediologo e consulente:

Le onde wi-fi? Potrebbero in linea teorica provocare danni equiparabili a quelli dell’amiantoLe onde wi-fi? Potrebbero in linea teorica provocare danni equiparabili a quelli dell’amianto. […] Lavoro da sempre sul rapporto uomo-tecnica, perciò mi chiedo: se non c’è certezza dell’assenza di pericolo, per quale ragione dovremmo rischiare e adoperare il wi-fi in casa?

Il paragone con l’amianto arrivava da un avvertimento lanciato nel 2011 dal Consiglio d’Europa, che parlava di potenziali danni dei campi elettromagnetici senza però fornire studi o prove certe a supporto di tale affermazione.

Oggi arrivano nuove certezze e a dirlo non siamo noi, ma il professor Giuseppe Scotti, neuroradiologo presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano, che mette un punto alla questione: il Wi-Fi NON nuoce alla salute.

Non c'è invece nulla da temere. L’allarmismo nei confronti dell'utilizzo del Wi-Fi che in questi ultimi anni si sta diffondendo sempre di più quanto più prende piede questo tipo di tecnologia, è infondato.

Il professore entra nel merito delle radiofrequenze e spiega:

Alcune onde caratterizzate da una certa lunghezza e frequenza possono avere una tossicità sulla vita delle cellule, dimostrandosi nocive. Ma bisogna andare a frequenze altissime e a brevissime lunghezze d’onda. Per dare un’idea, neppure un fischio sibilante e fortissimo che risulta doloroso per le nostre orecchie ha effetti biologici sulle cellule. Ma è sgradevole, pur essendo un suono, come la musica, che fastidio non ci dà. Questo perché la frequenza del fischio è più alta e la sua lunghezza d'onda più corta. Cambiando frequenza e lunghezza d’onda di una sequenza musicale, infatti, anche questa può diventare fastidiosa.

Il Wi-Fi, sottolinea Scotti, funziona mediante onde “che hanno una così ampia lunghezza e bassa frequenza ovvero l’esatto contrario delle onde che possono risultare nocivi per le cellule del nostro organismo. Non modificano cioè la struttura delle cellule e non alterano il DNA”. Possiamo, insomma, dormire sonni tranquilli, anche col Wi-Fi acceso in casa:

Non c'è quindi da temere per la nostra salute.

Via | Humanitas Salute

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