Facebook si piega alla Turchia: censurate le immagini di Maometto

Per la Turchia le vignette di Charlie Hebdo non devono stare su Facebook: ordinata la cancellazione.

Mark Zuckerberg

Aggiornamento del 28 gennaio 2015 - A cura di Rosario.

Di fronte alla minaccia di oscuramento da parte delle autorità turche, Facebook avrebbe accettato di rimuovere le immagini di Maometto ritenute offensive. Ne parla la BBC, secondo cui il social network avrebbe acconsentito alla rimozione delle vignette di Charlie Hebdo, pubblicate in massa sulla piattaforma dopo l'attacco terroristico di inizio gennaio.

L'ordine delle autorità in Turchia, del resto, non meraviglia affatto: in occasione dell'ultimo report di trasparenza, Facebook ha infatti contato in 1.893 le richieste provenienti dalla nazione guidata da Tayyip Erdoğan. Ricordiamo le parole pronunciate da Mark Zuckerberg, proprio dopo l'attacco a Charlie Hebdo:

"Un gruppo di estremisti fa di tutto per ridurre al silenzio le voci e le opinioni di tutti gli altri che vivono su questo mondo.

Non permetterò che questo accada su Facebook. Io mi impegno per costruire un servizio dove sia possibile parlare liberamente, senza paura di violenze."

Da Facebook non sono arrivati commenti al report, rifiutando quindi di dare una risposta ufficiale alla voce: il social network comprende tra le proprie regole la possibilità di bloccare l'accesso a livello territoriale per determinati contenuti, nel caso in cui questi siano in contrasto con le leggi locali che la piattaforma è ovviamente chiamata a rispettare.

Non possiamo però fare a meno di notare le contraddizioni tra i principi espressi da Zuckerberg e ciò che invece all'atto pratico Facebook si trova "costretto" a fare.

Via | Slashdot.org

La Turchia minaccia di oscurare Facebook se non rimuove offese a Maometto


maometto-facebook

Post originale del 26 gennaio 2015 - A cura di Rosario.

La Turchia contro Facebook e i social network, ancora una volta. Una corte locale ha infatti ordinato al servizio online di Mark Zuckerberg di rimuovere un certo numero di pagine che insultano Maometto, minacciando conseguenze ben peggiori lo staff del sito non dovesse portare a compimento quanto richiesto nella giornata di ieri.

Per Facebook potrebbe infatti scattare il blocco totale in Turchia, dove le politiche di Tayyip Erdogan sembrano sempre più indirizzate verso la linea dura nei confronti dei contenuti non graditi sui social network. Non solo quelli riguardanti l'Islam in realtà, visto che a inizio 2014 per esempio Twitter era stato bloccato in vista delle elezioni a causa di contenuti poco favorevoli per lo schieramento del Primo Ministro.

Stavolta, dunque, ci risiamo coi social network minacciati in Turchia: l'ordine di queste ore arriverebbe dopo la denuncia di un pubblico ministero, riguardante la pubblicazione online di alcune pagine Facebook contenenti le ormai famose vignette satiriche di Charlie Hebdo, come parte della campagna di solidarietà partita online dopo il massacro nella redazione di Parigi.

Facebook, interpellato da Reuters, per il momento non ha ancora offerto una posizione ufficiale sull'argomento: dopo le dichiarazioni di Mark Zuckerbger pubblicate proprio dopo l'attacco terroristico dovrebbero però esserci pochi dubbi in proposito.

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