Carta dei diritti del cercatore

Continua la discussione sul tentativo del governo USA di ficcanasare nelle abitudini di ricerca di centinaia di milioni di utenti Internet. A questo proposito, è interessante proposta di John Battelle, che chiede ai fornitori di servizi Internet di riconoscere alcuni diritti di base agli utenti:

- Accesso alle informazioni che tengono su di noi e la possibilità di sapere come queste vengono usate;

- La possibilità di segnalare i casi in cui questi dati sono errati e di correggerli;

- La possibilità di "opt-out" (con indicazioni chiare dei risultanti svantaggi e delle mancate opportunità che potrebbero derivarne);

- La possibilità di decidere chi altri oltre al fornitore di servizi possa vedere questi dati;

- Il diritto di avere una copia di quei dati per usi propri;

- Il diritto di condividere il valore di quei dati in termini da negoziare.

La coscienza da parte degli utenti di godere di questi diritti (alcuni dei quali sarebbero già riconosciuti dalle legislazioni sulla privacy in molti paesi ...) farebbe molto per instaurare un miglior rapporto di fiducia con i fornitori di servizi Internet. Certo, visto il tempo che Google ci ha messo per fornire un tasto delete su GMail, immagino che nevicherà nel Sahara, prima che nelle opzioni del propri account Google compaiano le voci di menu "Visualizza dati personali" o "Elimina dati personali" ...

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