Mario AI, ricercatori creano un Super Mario che interpreta i suggerimenti

L'Università di Tubinga studia una nuova Intelligenza Artificiale, e la basa su... Super Mario! Non solo l'AI impara dall'esperienza, ma accetta e mette in pratica i suggerimenti dell'operatore.

Mario AI - Avete voglia di giocare al leggendario Super Mario World, uno dei più bei giochi che hanno come protagonista il baffuto idraulico? Beh, non siete i soli: anche un computer si diverte, esattamente come fate voi, quando è impegnato a esplorare le capacità di questo buffo ometto saltellante.

Lo hanno scoperto gli studiosi del team di ricerca che gravita attorno alla cattedra di Studi sui Modelli Cognitivi dell’Università di Tubinga, in Germania. Il team sviluppa da anni sistemi informatici intelligenti che si plasmano da soli sfruttando rappresentazioni virtuali di spazi come strumento educativo. Super Mario World è stato sfruttato a questo scopo, in quanto si tratta di un ambiente con la sua fisica - per quanto semplificata - e le sue regole.

Super Mario l’Intelligenza Artificiale


L’AI che gestisce Mario è in grado di imparare tanto dalle sue percezioni del mondo di gioco, quanto dal dialogo con il team. Come potete vedere dal filmato, un interlocutore può sia porre delle domande al piccolo idraulico e ottenere delle risposte (via fumetto!), che presentargli dei problemi o dei suggerimenti. L’AI interpreterà quello che gli verrà detto grazie al suo vasto vocabolario, che comprende ovviamente gli elementi del gioco, quali Goomba e monete d’oro.

Eric Schmidt di Google: normale preoccuparsi per le AI, ma è inutile

L’esempio - divertentissimo - che viene posto nel video consiste nell’insegnare a Mario che può uccidere i Goomba saltando sulla loro testa. L’AI riesce a comprendere il messaggio piuttosto bene: capisce di che nemici si tratta, capisce che quando si parla di “saltare” vuol dire che si deve avvicinare il Goomba piombando dal cielo.

Allo stesso tempo, Mario può essere indotto a esplorare l’ambiente circostante e scoprire queste strategie da solo. Ha anche dei “sentimenti”, o per lo meno delle variabili emotive che influenzano il suo comportamento. Una è la curiosità, l’altra, invece è la “fame”, che sazia con le monetine. L’AI può essere stuzzicata e indotta a vagare per il paesaggio a scoprire cose, oppure può iniziare a farlo per conto proprio per rispondere a una necessità.

Non sappiamo se questo genere di software è quello che terrorizza Stephen Hawking ed Elon Musk - ma è dannatamente interessante.

Via | Engadget

  • shares
  • Mail