Uber, il CEO promette 50 mila posti di lavoro in Europa

Travis Kalanick sembra lanciare un messaggio all'Europa: se sarà libero di agire potrà portare fino a 50 mila posti di lavoro entro la fine del 2015.

Uber e le polemiche vanno ormai di pari passo. Dove c’è Uber, per un motivo o per un altro, rischiano di esserci guai. Vuoi per la sua cultura aziendale piuttosto aggressiva, vuoi per gli spiacevoli inconvenienti capitati a più riprese con alcuni degli autisti del servizio, vuoi per le continue battaglie che l’azienda si trova a combattere in Europa e non solo.

Il rapporto tra Uber e l’Europa è di quelli molto travagliati, ma l’azienda spera di metterci una pietra sopra promettendo una valanga di posti di lavoro per l’anno appena cominciato. Travis Kalanick, CEO di Uber, prendendo parte alla Digital-Life-Design Conference (DLD) a Monaco, ha spiegato che se i governi europei e gli organi di regolamentazione glielo permetteranno, l’azienda porterà 50 mila posti di lavoro.

Vogliamo che il 2015 sia l’anno in cui creeremo nuove partnership con le città europee. Vogliamo promuovere alcune funzioni chiave per le città attraverso partner sui dati e sulla tecnologia.

E, ancora:

Entro la fine del 2015, se riusciremo a creare queste partnership, potremo creare 50 mila nuovi posti di lavoro in Europa. Vogliamo portare 400 mila auto sulle strade europee in questo 2015.

Kalanick è rimasto vago sui guai che si è trovato ad affrontare, limitandosi a parlare di aziende che occupano posizioni dominanti e che decidono di passare per via legali “per evitare il progresso”.

Basterà la promessa di 50 mila posti di lavoro per farsi strada in Europa senza più problemi? Non credo proprio. Staremo a vedere, comunque, cosa ci sarà nel futuro di questa azienda tanto nuova quanto aggressiva.

uber

Via | Spiegel Online

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