Nuovo documento da Snowden: persino la NSA è d'accordo, servono migliori protezioni crittografiche

Dal dossier di Snowden arriva un nuovo documento: l'NSA, ambigua come sempre, vorrebbe un maggior grado di protezione dei dati, anche perchè le invasioni, il sabotaggio e lo spionaggio sono all'ordine del giorno. Non ditelo a David Cameron!

Immagini su Edward Snowden

Crittografia - Siamo abbastanza sicuri che David Cameron, tutto intento a strumentalizzare la strage di Charlie Hebdo per aumentare i poteri di controllo governativi sulle comunicazioni dei sudditi britannici, farà di tutto per ignorare l’ultimo documento fuoriuscito dal dossier Snowden, pubblicato oggi dal Guardian.

Non è affatto curioso che si tratti di qualcosa di correlato: le persone che gestiscono le copie di questo interessante carteggio hanno sicuramente pescato il migliore tra i contenuti che non sono stati ancora diffusi. Si tratta di un interessantissimo rapporto della NSA sulla cybersicurezza, che implica come i livelli di crittografia siano completamente insufficienti tanto per livello di adozione, quanto per qualità degli stessi.

Il documento risale all’ormai lontano 2009, e come è appropriato, si tratta di una previsione sui successivi 5 anni. Non invidiamo certo Obama, che verrà pressato in questi giorni da Cameron per trovare un modo di costringere giganti tech come Google, Apple e Facebook a lasciare la porta aperta e priva di lucchetto per le agenzie governative britanniche. Con una Silicon Valley in piena rivolta dopo l’affare Snowden e rapporti sempre più inquietanti sulle invasioni di campo di schiere di hacker governativi o prezzolati, francamente risulterà piuttosto difficile per Obama rassicurare Cameron su una possibile creazione di una polizia segreta del web in stile cinese.

Sulla carta l’idea di eliminare le “zone sicure dei terroristi islamici” risulta estremamente invitante. Ci si immagina subito coraggiosi poliziotti dei corpi speciali che piombano in fumosi scantinati, arrestando cospiratori nell’ombra, un po' come nell'operazione in Belgio di ieri e di oggi a Berlino. La realtà è invece molto più complessa: la crittografia che consente ai criminali e ai terroristi di comunicare con sicurezza è la stessa che protegge le aziende dallo spionaggio industriale, i privati dal furto di identità, i network finanziari da ritardi e malfunzionamenti, le infrastrutture da sabotaggi.

La migliore difesa, recita l’NSA (vestendo gli improbabili panni del gufo saggio) è l’autenticazione a due o più fattori che protegge una forte forma di crittografia. Queste sono esattamente le contromisure che sono inviolabili anche per i servizi segreti, come lamenta altrove l’agenzia di controspionaggio statunitense.

L’NSA non nasconde nel suo rapporto privato chi sono i nemici: i russi, i cinesi, i cyber criminali indipendenti, tutti coloro che sono dediti al sabotaggio, all’infiltrazione, allo spionaggio di nazioni, multinazionali, aziende e privati cittadini. Non sono cyberattivisti squattrinati e casuali, si tratta di operazioni estese e continue che costano alla comunità globale 400 miliardi di dollari l’anno. Già nel 2009 l’NSA scrive:

“Dobbiamo dare per scontato che qualsiasi network che abbia un valore economico, operativo o relativo all’intelligence […] sia stato già potenzialmente violato da avversari stranieri”

Però David Cameron vuole leggere il vostro WhatsApp. Lui ha le sue priorità, dopo tutto.

Foto | CC Flickr 1, 2

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