Attacco a Sony, l'FBI continua ad accusare la Corea del Nord

James Comey si dice sicuro che dietro l'attacco a Sony ci sia la Corea del Nord.

Johnson,Comey Address Overseas Security Advisory Council's Annual Briefing

Nonostante le teorie alternative come quella che punta all'inside job e il prevedibile rifiuto della Corea del Nord a ogni accusa di responsabilità sull'attacco hacker a Sony, l'FBI è ancora convinta che dietro tutto ci sia la nazione asiatica: ne ha parlato ieri il boss del Bureau, James Comey, aggiungendo che coloro che hanno effettuato l'attacco avrebbero lasciato chiare tracce riguardanti la Corea.

Secondo la ricostruzione offerta da Comey, gli hacker avrebbero infatti postato parte del materiale usando indirizzi IP appartenenti esclusivamente al governo della Corea del Nord, usando in alcuni momenti poca attenzione nell'uso di server proxy per proteggere la loro identità:

"I Guardians of Peace hanno inviato email di minaccia agli impiegati Sony postando online varie descrizioni del loro lavoro. In quasi tutte le occasioni hanno usato server proxy nell'invio di email e nel postare il materiale, ma in alcuni casi sono stati poco attenti. In alcuni casi, o per dimenticanza o per problemi tecnici, si sono connessi direttamente e abbiamo potuto vederli.

Abbiamo visto gli indirizzi IP usati... appartenenti esclusivamente per l'uso alla Corea del Nord. È stato un errore per loro. È stata un'indicazione molto chiara di chi stava facendo questo. Si sono disconnessi molto rapidamente dopo essersi resi conto dell'errore, ma non prima che noi li vedessimo e sapessimo da dove arrivasse l'attacco."

Si potrebbe a questo punto obiettare che lasciare le tracce del genere sia stato un atto volontario da parte degli hacker, ma di ragionamenti del genere ovviamente ce ne sono a migliaia. Per quanto riguarda la realizzazione dell'attacco, secondo Comey gli investigatori non avrebbero ancora capito come esso è stato realizzato nel dettaglio, ma il malware usato somiglierebbe in modo rilevante a uno sviluppato dalla Corea del Nord per attaccare la Corea del Sud.

Nota finale per The Interview, che il direttore dell'FBI afferma di aver visto nel weekend:

"Mi sembra molto chiaro che i nord Coreani non abbiano senso dell'umorismo."

Via | Reuters.com

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