Attacco a Sony, Corea del Nord aiutata da hacker stranieri secondo gli USA

Non avendo i mezzi per l'attacco, la Corea del Nord avrebbe chiesto aiuto ad hacker stranieri.

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Alla chiusura delle indagini sull'attacco hacker a Sony Pictures, le autorità americane hanno dichiarato di credere che la Corea del Nord abbia assunto hacker stranieri, non avendo la capacità di condurre alcuni degli elementi più sofisticati delle operazioni che hanno portato all'intrusione all'interno della divisione cinematografica di Sony.

Secondo quanto riportato, Pyongyang avrebbe quindi fatto ricorso ad alcuni "collaboratori" all'esterno della Corea del Nord, anche se le notizie che ci arrivano oggi non sono ancora ufficiali: la fonte riportata da Reuters viene infatti citata come si suol dire off the record, lasciando che nei prossimi giorni arrivino maggiori dettagli dai canali consueti.

Nel frattempo, l'FBI continua a mantenere la propria linea che vedrebbe la Corea del Nord al centro dell'attacco hacker, nonostante la nuova teoria secondo la quale l'attacco sarebbe in realtà un inside job. È sempre l'agenzia di stampa a riportare la conferma del Bureau:

"L'FBI ha concluso che il governo della Corea del Nord è responsabile del furto e della distruzione di dati sulla rete di Sony Pictures Entertainment."

La determinazione dell'FBI nell'affermare ciò arriverebbero da una serie di indizi arrivati da diverse sorgenti, tra le quali il Dipartimento di Sicurezza Nazionale, fonti d'intelligence, partner stranieri e privati.

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