Perché il tweet di Repubblica su #NormanAtlantic è sbagliato?

Perché tanti hanno criticato Repubblica per questo Tweet? Soltanto perché il pubblico di Twitter critica a priori? O c'è dell'altro? Non c'è nulla di male a cercare informazioni dirette. Ma contesti diversi richiedono linguaggi differenti

Norman Atlantic tweet repubblica

Norman Atlantic: il tweet di Repubblica non è solo una questione di lana caprina, ma riguarda da vicino il concetto di comunicazione e giornalismo in situazioni di crisi.

Sul profilo Facebook di Pier Luca Santoro si è aperto interessante dibattito in merito e sono intervenuti anche Giuseppe Smorto e Alessio Sgherza di Repubblica.it.


Personalmente, continuo a pensare che il Tweet rappresenti quello che sul web si chiama, ormai da tempo, fail. I motivi per cui ha generato così tante reazioni negative non risiedono solamente nella natura hater di chi utilizza compulsivamente Twitter (si sa che spesso la brevità dei 140 caratteri e le tastiere generano negli utenti leoni pronti a sbranare chiunque a suoi di insulti), ma in altre questioni.

Partiamo da un presupposto. Non c'è nulla di male a cercare informazioni da parte di testimoni diretti di un evento (informazioni che poi, naturalmente, andranno verificate nella loro veridicità e nell'autenticità della provenienza).

Ma inquesto caso, il Tweet di Repubblica – che poi non risponde su Twitter ai commenti negativi – è fortemente fraintendibile e fuori fuoco, e dunque sbagliato.

Twitter è un social network in cui lo standard delle condivisioni è pubblico. È un social network dove la condivisione delle notizie da parte del singolo avviene spontaneamente, c'è, diciamo così, un push di foto, aggiornamenti, video realizzati tramite smartphone che avviene in maniera quasi scontata da parte dei protagonisti di una data vicenda di massa e fortemente seguita.

Dalla Norman Atlantic non arrivava nessun Tweet. Perché nessuno aveva Twitter? O molto più probabilmente perché i passeggeri – di certo anche impegnati a pensare ad altro – non avevano connessione in mobilità a disposizione?

Allora, fare pull di informazioni su Twitter denota che non si sta capendo bene il contesto dell'evento e del mezzo. In altre parole è inutile – o anche dannoso, come dimostrano le critiche – cercare di attirare a sé l'informazione in un social network dove generalmente queste arrivano spontaneamente.

Non solo: si chiede di inviare mail private a Repubblica. Perché mai, su un social network che fa del "pubblico" la sua forza?

Smorto dice:

Scrivere a un indirizzo privato ci dà la possibilità di controllare le informazioni. In alternativa, siamo alla giungla, agli errori, ai falsi.Da ore tv e anche qualche sito autorevole mandano un video che risale a luglio e che non c'entra nulla.

Gli rispondo così:

Scrivere in privato permette solo alla redazione di chi riceve in privato di verificare le informazioni, con tempi e risorse ovviamente limitati. Qualsiasi cosa sia pubblica su un social network, invece, è facilmente verificabile da tutti e l'eventuale giungla di falsi si smonta con tempi più rapidi. Le tv che mandano video di luglio non saranno certo ingannate dal fatto che il video medesimo sia pubblico.

A questo punto chiedo se siano arrivate mail in risposta a quel tweet. Per farla breve, sì, ne sono arrivate ma non dalla nave. Il che significa che il primo obiettivo del Tweet (quello almeno che si palesa dal significato letterale del Tweet stesso) è fallito.
Hanno scritto anche parenti delle vittime della situazione, cui, dice Sgherza, Repubblica ha

«risposto in privato, fornendo informazioni che non ritenevamo di pubblicare»

Benissimo. Ma anche qui, lo scopo del Tweet appariva l'esatto contrario.

Lo fanno anche BBC e NYT, dice Smorto.

BBC

Sì, è vero. Ma proprio allo stesso modo? Qui sopra, ecco il testo che appare nell'articolo della BBC di ieri a copertura dell'aereo AirAsia scomparso.

Il tono è completamente diverso. Il limite è costituito dai 140 caratteri, come si sostiene? E allora la scelta del tono ma anche del mezzo da parte di Repubblica è un errore. BBC pubblica quell'appello, in tono e con parole non fraintendibili, sul suo sito. E lì acquisisce senso.

Sempre nei commenti a quella conversazione, si cita il caso Asiana Flight 214. Ma allora passeggeri twittarono spontaneamente nel giro di 30 secondi dall'evento (il famoso push spontaneo) e vennero in seguito contattati da giornalisti per interviste e simili.

Insomma, nonostante l'apprezzabile confronto resto dell'idea che twittare quel testo da parte di un quotidiano nazionale sia un modo sbagliato di utilizzare Twitter per fare giornalismo, che il tono sia sbagliato, che l'intento che traspare sia l'opposto di quello successivamente dichiarato, che il non rispondere alle critiche per correggere il tiro sia un ulteriore errore.

E che le critiche, anche non pertinenti, siano una diretta conseguenza dell'errore di comunicazione da parte di Repubblica. Come spiega bene Alessandro Diegoli:

«La richiesta è assurda perché è un invito da internet pre-social network. È un invito fuori luogo dal punto di vista (tecno)logico e questo lo fa essere anche eticamente riprovevole».

Diverso è fare la medesima richiesta in altra sede o con altro tono.
Quel Tweet si espone – a maggior ragione senza spiegazioni successive – alle critiche e al naturale dibattito che è nato.

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