Censura, la Cina ripristina parzialmente l’accesso a Gmail

Dal 26 dicembre Gmail è irraggiungibile anche via client. Le uniche armi per difendersi dal Grande Firewall Cinese restano le VPN.

accesso gmail in cina 2014


30 dicembre 2014 - Il periodo di blocco totale di Gmail sul territorio cinese sembra essere finito. Dopo cinque giorni di totale impossibilità ad accedere al servizio, i cittadini cinesi sono nuovamente riusciti a controllare la propria posta elettronica attraverso i client di terze parti via POP, IMAP e SMTP.

Gmail resta comunque bloccato in Cina, così come altri servizi di Mountain View e non solo, ma chi ha un minimo di familiarità con Internet può comunque accedere al servizio. I dati di Google, però, parlano chiaro: il traffico sta aumentando, ma siamo comunque lontani da quello fatto nei giorni che hanno preceduto il down.

Censura, la Cina blocca definitivamente l’accesso a Gmail

gmail bloccato in cina

La Cina prosegue imperterrita a stringere la morsa della censura nei confronti dei servizi di Google. L’accesso a Gmail è inaccessibile ormai da sei mesi, ma gli utenti erano comune riusciti ad aggirare il blocco utilizzando client di terze parti come Microsoft Outlook o Mail di Apple.

Ora, però, quella scappatoia è stata chiusa. Il Grande Firewall Cinese, lo confermano i cittadini sui social network e l’azienda Dyn Research che si occupa dell’analisi di Internet, ha iniziato a includere gli indirizzi IP che venivano utilizzati dagli utenti per accedere a Gmail.

La nuova stretta è arrivata venerdì, come confermano anche i dati ufficiali di Google: dal 26 dicembre scorso il traffico cinese è precipitato a livelli mai visti prima e solo un numero ridotto di utenti - quelli che davanti a questa imbarazzante censura hanno deciso di affidarsi a una VPN - può scaricare e controllare le proprie mail.

Come al solito, dal governo di Pechino non arrivano informazioni. Al momento non sappiamo quindi se si tratterà di un blocco temporaneo - sono già passati sei mesi - o definitivo né quali sono i motivi di questa censura. Intanto, ha scanso di equivoci, Google ha precisato che il problema non arriva da Mountain View. Un portavoce di Google Asia ha precisato:

Abbiamo controllato e non c’è nulla di sbagliato dalla nostra parte.

Nessuno disservizio di Google, insomma. Se avete in programma un viaggio in Cina, ricordatevi di munirvi di una buona VPN, qui trovate qualche offerta interessante.

Via | WSJ

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