Su YouTube un video controverso potrebbe creare una nuova forma di copyright

A partire da un controverso video postato su YouTube, ecco che potrebbe facilmente nascere una nuova forma di copyright. Andiamo a vedere tutta la storia.

Prima di tutto: Buon Natale a tutti! La storia del video controverso che potrebbe generare una nuova forma di copyright è alquanto complessa. Dunque, la settimana scorsa in un tribunale federale a Pasadena, California, Google ha tentato di fermare una sentenza che potrebbe veramente sconvolgere del tutto l'industria dell'intrattenimento. Il caso in questione è Garcia vs Google Inc., argomento di discussione il video Innocence of Muslims caricato su YouTube nel 2012. L'attrice presente nel film, Cindy Lee Garcia, sostiene di avere un diritto di copyright per la sua performance nella pellicola e per questo chiede a Google di rimuovere il video da YouTube. Ma Google non ci sta e sostiene che se simili reclami frivoli inerenti il copyright venissero presi sul serio, ecco che potrebbero essere usati per limitare la libertà di parola e indebolire le aziende che la sostengono.

YouTube, ha ragione Google o l'attrice Cindy Lee Garcia?


Cindy Lee Garcia

Tutto nasce con l'ingaggio dell'attrice Cindy Lee Garcia nel 2012 per un ruolo minore nella pellicola Desert Warrior. Cinque secondi di tempo sullo schermo, ingaggio da 500 dollari, ma il film non è mai stato realizzato. Infatti al posto di realizzare un film storico arabo di avventure nel deserto come promesso dalla produzione, ecco che è stato prodotto un corto di 14 minuti assai discutibile, film dove il profeta Maometto viene raffigurato come un pedofilo belligerante. Nel film originario, Garcia aveva il ruolo di una madre, mentre nel corto sembra insinuare che Maometto fosse un molestatore di bambini.

Si arriva al settembre 2012, il video viene tradotto e condiviso su YouTube. Il video all'epoca creò violente proteste e discussioni in paesi come l'Egitto, la Libia e la Tunisia. Un religioso egiziano ha emesso una farwa contro tutte le persone coinvolte nel film. E Garcia, temendo per la propria vita, ha deciso di trovare rifugio proprio imbarcandosi in una questione di copyright.

L'attrice ha citato in giudizio il produttore del film, Nakoula Basseley Nakoula, così come YouTube e la società madre Google nel tentativo di eliminare dalla piattaforma il video incriminato. Ovviamente la causa non vede YouTube coinvolto nell'inganno perpetrato da chi ha promesso un film di un tipo e poi realizzato un video di tutto altro genere, bensì vede compromesso un presunto diritto di copyright dell'attrice.

Garcia, per costringere YouTube ad eliminare il video e per proteggersi dalle minacce di morte, ha dovuto originare questa causa per violazione del diritto di copyright: in pratica sostiene che la sua performance sia pari a quella di un lavoro indipendente d'autore, diritto d'autore che Google starebbe violando. Il tribunale originariamente ha negato la richiesta, ma la Nona Corte di Appello diede ragione all'attrice e ha ordinato a Google di rimuovere il video. Ma ecco che Google, preoccupato che un precedente simile possa generare una serie infinita di reclami, ha chiesto che il caso venga ripreso in esame.

Google ha paura che richieste simili possano compromettere gli incassi degli studi cinematografici più piccoli, oltre al fatto che molte persone userebbero questo pretesto per sopprimere le informazioni piuttosto che proteggere il lavoro creativo. Un esempio è stato fatto dal giudice M. Margaret McKeown all'attrice: le ha chiesto se ogni singola comparsa che compare in una delle scene di battaglia de Il Signore degli Anelli dovesse tutelare il proprio diritto di copyright per la sua prestazione. A mio avviso sarebbe assurdo. Dall'altra parte abbiamo però il giudice Alex Kozinski il quale sostiene che non vede motivo per cui attori come Garcia non debba tutelare il diritto d'autore della propria performance.

Se è vero che la legge sul copyright è alquanto vaga e nebulosa, comparire sullo schermo per cinque secondi non credo che si possa configurare come violazione del diritto di copyright. Ora, non sono un'esperta in materia, ma credo che ci sia qualche regolamentazione in materia: quando un attore accetta di partecipare ad un film, credo che dalla stessa casa di produzione ti dicano che potranno usare il materiale promozionale a loro piacimento (entro certi limiti). Certo, in questo caso l'attrice è stata ingannata perché il film promesso non era quello prodotto, ma allora la causa in tal senso deve essere indirizzata verso i produttori del film rei di frode, non contro YouTube il quale si limita a mostrare i video caricati dagli utenti. Se venisse data ragione a Garcia, ogni attore anche di ruoli insignificanti verrebbe dotato di un potere enorme nei confronti di produttori, distributori e studi cinematografici, una cosa assurda.

Voi che ne dite? Chi ha ragione in questo caso? Secondo me YouTube e Google non hanno nessuna colpa: la mossa più corretta da parte dell'attrice sarebbe stata quella di citare solamente il produttore del film per frode, avrebbe vinto la causa e il giudice avrebbe probabilmente costretto il produttore a ritirare il suo prodotto, obbligando così anche Google a rimuovere il video. Posso capire che le minacce di morte nei suoi confronti possano averle fatto perdere la testa, ma a mio avviso scagliarsi contro YouTube e Google non è la via giusta da seguire.

Via | The Verge

Foto | Screenshot dal video

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