Sony minaccia Twitter: deve rimuovere le email trafugate

Sony minaccia di portare Twitter in tribunale se il social network dovesse rifiutarsi di bannare l'utente @bikinrobotarmy.

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A fare la parte dell'agnellino guardando la beffa subita oltre al danno, Sony non ci sta. La divisione cinematografica dell'azienda giapponese ha infatti minacciato di portare Twitter in tribunale, nel caso in cui il social network non prenda provvedimenti nei confronti degli account che hanno postato online le email trafugate dagli hacker penetrati all'interno dei sistemi informatici di Sony Pictures.

La richiesta sarebbe addirittura quella di "pena capitale": ban immediato per chi sta condividendo i messaggi privati, richiesto attraverso una lettera inviata dall'avvocato di Sony, David Boies, a Vijaya Gadde di Twitter, chiedendo anche la sua condivisione (insieme alla minaccia legale) con l'utente @bikinrobotarmy che nella vita reale risponde al nome di Val Broeksmit, musicista.

Nell'inoltrare a Broeksmit il messaggio di Sony, Twitter ha ovviamente lasciato in mano al proprio utente la gestione delle vie legali, consigliandogli comunque di contattare il proprio avvocato per sicurezza. Per quanto riguarda Twitter, l'intenzione sembrerebbe quella di non cancellare i tweet inviati da @bikinrobotarmy, ritenuti un link a materiale privato e non un post diretto sulla propria piattaforma che sarebbe in quel caso vietato dalle regole d'uso.

Interpellato da Motherboard, primo sito a riportare la faccenda, un portavoce di Twitter ha commentato così la richiesta di Sony:

"Analizziamo tutte le segnalazioni di contenuti che vanno contro le nostre regole, che proibiscono i post legati a informazioni private di altre persone. Vi preghiamo di notare che questo si applica solo al contenuto (testo o immagini) inseriti in un tweeet; non seguiamo link per applicare le nostre regole ad altri siti. Se una società come Sony, invia una richiesta DMCA a noi, la segnaliamo a Chilling Effects."

Chilling Effects è l'archivio creato da Electronic Frontier Foundation e alcune scuole di legge, per proteggere le attività online lecite da minacce legali.

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