Ostaggi a Sidney: Uber prima aumenta le tariffe, poi le azzera

Uber al momento offre corse gratuite per uscire dal centro di Sydney, ma le polemiche non si placano.

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Povera Uber: qualsiasi cosa faccia, la società di New York finisce ormai per sbagliare. L'ultima notizia riguardante il servizio di noleggio auto con conducente riguarda il fatto più bollente di cronaca estera, legato alla presa in ostaggio a Sidney di alcuni clienti di un negozio Lindt.

Poco dopo l'azione avvenuta nella centrale Martin Place, Uber ha infatti annunciato via Twitter di avere aumentato le proprie tariffe, al fine dichiarato d'incoraggiare i guidatori che collaborano col servizio ad accettare le richieste di noleggio effettuate da persone in fuga dall'area ritenuta di pericolo. Una decisione ovviamente controversa, che ha scatenato la reazione degli utenti del social network:


Presa letteralmente d'assalto su Twitter, Uber ha così dovuto correggere il tiro, annunciando l'arrivo di corse gratuite per allontanarsi dal centro di Sydney, mentre gli ostaggi continuano a essere tenuti all'interno dell'attività commerciale. L'azione è stata anche in questo caso accolta con commenti sarcastici, segno che ormai la figuraccia è stata fatta:


Per quanto riguarda le tariffe più alte già pagate, Uber ha annunciato che provvederà a rimborsarne il costo ai propri clienti, chiarendo la propria posizione ai microfoni del New York Times:

"L'aumento dei prezzi è algoritmico e ha risposto automaticamente all'aumentare di domande per corse Uber al di fuori del central business district di Sydney. Appena ci siamo resi conto della situazione, ce ne siamo occupati e abbiamo reso tutte le corse per uscire dal C.B.D. gratuite."

Resta a questo punto il mistero del primo annuncio via Twitter, con il quale si sposava una tesi piuttosto diversa da quella della semplice modifica causata dall'algoritmo di Uber.

Via | Thenextweb

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