Per l'FBI l'attacco a Sony avrebbe messo in crisi anche le difese dei governi

La tecnologia usata per l'attacco hacker a Sony è tra le più potenti che l'FBI abbia visto finora.

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L'attacco ai danni di Sony Pictures sarebbe stato in grado di mettere in crisi anche le difese dei governi in giro per il mondo. Ad affermarlo è l'FBI, secondo la quale il livello di sofisticatezza delle tecnologie utilizzate dagli hacker avrebbe messo in ginocchio numerose contromisure.

Joseph Demarest, assistant director della divisione informatica del Bureau, ha affermato quanto segue davanti al Senato americano:

"Dopo aver parlato con Sony e separatamente col provider di sicurezza Mandiant, il malware usato avrebbe messo alla prova, e probabilmente superato, il 90% delle difese su Internet che sono in essere oggi nell'industria privata, mettendo in crisi anche i governi."

Se il livello di complessità dell'attacco sembra ormai essere accertato, il discorso è ben diverso per l'identificazione dei responsabili, su cui Demarest non si è sbilanciato:

"Non andrò a toccare l'attribuzione perché è una cosa su cui stiamo ancora lavorando molto duramente."

Ricordiamo che a rivendicare l'azione è stato un gruppo chiamato Guardians of Peace (Gop), lo scorso 24 novembre: inizialmente si era pensato alla presenza della Corea del Nord dietro l'operazione, a causa del film The Interview, ma la stessa FBI ha affermato di non avere elementi che riconducano a Pyongang.

Via | Theguardian.com

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