Web Index: il 74% delle nazioni non protegge a dovere le donne online

Il 74% delle nazioni analizzate dal Web Index non protegge le donne online in modo efficiente.

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La grandissima maggioranza delle nazioni del mondo non protegge le donne in modo efficace dai crimini online. È il succo del nuovo report pubblicato da Web Index, che ha analizzato l'impatto sociale, economico e politico della rete attraverso 86 nazioni sparse in tutto il mondo.

Del totale esaminato, ben il 74% non farebbe abbastanza per difendere le donne dalla violenza via Internet, comprese numerose nazioni sviluppate. A mancare sarebbe soprattutto un'efficace protezione legale, sia essa basata sull'assenza di leggi o di mancata applicazione di quelle esistenti, accompagnata da un'inadeguata preparazione per le autorità di polizia e giudiziarie.

Tra i crimini effettuati online ai danni delle donne, il report include il cosiddetto “revenge porn”, sempre più diffuso, oltre a cyberstalking e molestie di vario genere, con ovvia prevalenza di quelle a sfondo sessuale.

La classifica


La World Wide Web Foundation è un’organizzazione no-profit fondata dal padre del Web Tim Berners-Lee: tra le sue attività, anche quella di pubblicazione del Web Index per misurare l’influenza di Internet nelle varie nazioni della Terra attraverso gli aspetti economici, politici e sociali del suo possibile impatto nella vita di un Paese.

Oltre a tale analisi, il sito tiene anche traccia della qualità delle infrastrutture di rete, combinando il tutto in un indicatore unico in grado di valutare lo “stato del Web”: al primo posto troviamo per l'edizione 2014-15 la Danimarca con 100 punti, seguita da Finlandia e Norvegia.

Per trovare l'Italia occorre scendere fino al posto numero 29, con un punteggio generale di 63,83: nonostante quest'ultimo migliori rispetto al 56,4 del 2013, il nostro Paese scende di sei posizioni in classifica, dove si trovava al posto numero 23.

Via | Theguardian.com

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