Google News "sopravvive" in Spagna, nascosto nei risultati di ricerca

La Spagna approva una Google Tax, pretendendo un pagamento per ogni titolo comparso su Google News. La risposta di Google è una rappresaglia tanto prevedibile quanto perfettamente sensata.

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Aggiornamento 17 dicembre 2014
Sebbene Google News come servizio in Spagna sia defunto, io suoi algoritmi continuano a funzionare dietro le quinte. I risultati non vengono più aggregati su una singola pagina, per essere sfogliati in base agli argomenti, ma vengono comunque presentati nei regolari risultati di ricerca quando l’utente inserisce delle richieste che riguardano le news.

Search Engine Land ha fatto un piccolo e pratico esperimento chiedendo a Google di cercare contenuti sulla strage in Pakistan: “pakistan escuela”. Come vedete in cima all’articolo compare il box “En la noticias” in cima ai risultati, con tanto di immagine e articoli ordinati secondo la propria popolarità, completi di orario di pubblicazione. Questo è assolutamente immutato rispetto a quanto c’era quando Google News era vivo e vegeto: è quanto abbiamo noi nei paesi in cui il servizio non è stato disattivato.

Lo stesso vale anche per il tab “Notizie”, che continua a funzionare senza problemi anche in Spagna e che elenca solo i risultati di news quando è selezionato. Non abbiamo la possibilità di guardare come funzionano i servizi di Google, ma un rapido confronto ci suggerisce che gli algoritmi usati per questi servizi sono gli stessi.

Pubblicità, calo di valore degli ad


Nel frattempo, la chiusura di News comincia a far sentire le prime scosse di assestamento nel paese iberico. Impoveriti di una percentuale di traffico - fino al 15% come avevamo detto la scorsa settimana - i giornali spagnoli ora si trovano probabilmente costretti a ridiscutere i termini dei contratti con le agenzie pubblicitarie. Google News per conto proprio non supportava alcun modello pubblicitario, ma il suo traffico invece era utile ai click. Le agenzie, carte alla mano, ridurranno certamente i prezzi degli ad pubblicati sui siti degli editori ispanici.

Oltre alla quantità, cambierà anche la qualità del traffico ricevuto da Google. Le notizie importanti saranno meno raggiungibili dal pubblico generalista - sarà fare un passo indietro per quello che riguarda la diffusione dei contenuti.

Via | The Drum

Google News chiude, immediato il calo di visitatori ai siti di media e stampa


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Contenuti 11 dicembre 2014
Google ha portato a termine ieri la propria ritirata strategica di Google News dalla Spagna, una mossa motivata dalla decisione dei legislatori iberici, decisi a cercare di spillare soldi alla corporation statunitense senza preoccuparsi troppo delle conseguenze: dal 1° gennaio infatti entra in vigore una legge che costringerà tutte le testate giornalistiche a pretendere un pagamento da parte di Google per la pubblicazione dei titoli degli articoli su Google News.

Mentre alcuni degli editori spagnoli hanno cercato di far riflettere il governo sulle implicazioni di questa mossa, gli analisti del traffico internet si sono sfregati le mani, dato che un evento macroscopico come questo non si vede tutti i giorni. Secondo il rapporto di Chartbeat, servizio di analisi web, a distanza di poche ore dalla chiusura di Google News verso i siti dei media iberici, il traffico di questi siti ha subito un tracollo. La media di visitatori è calata tra il 10% e il 15% sin da quando Google ha sostituito Google News con una pagina che motiva l’abbandono.

Di tutti i servizi di Google, Google News è uno di quelli che non frutta alla corporation un guadagno diretto: non c’è pubblicità da nessuna parte. Chiaramente è un po’ ingannevole definire Google News un “regalo”, perché il motore di ricerca trae dati molto interessanti e utili e ottiene del traffico verso dei risultati che lui stesso indica.

Come detto più sopra, gli editori spagnoli hanno avuto un comportamento che, ad essere benevoli, potremmo definire “ambiguo” Da un lato sono stati proprio alcuni loro a unirsi in una lobby per spingere il governo a questa manovra tutt’altro che brillante. E oggi invece piangono il morto e chiedono il supporto del governo, visto che i danni finanziari previsti saranno significativi.

C’è tuttavia un altro dato piuttosto interessante: a quanto pare i lettori spagnoli hanno iniziato a girare da una testata all’altra, un’attività meno frequente in passato. Google News infatti guidava automaticamente da un sito all’altro in base alla popolarità e rilevanza delle notizie - ora che tutto è “manuale”, l’utente passa da una prima pagina all’altra per cercare le notizie.

Via | Gigaom

11 dicembre 2014

Google News chiude in Spagna per prevenire una legge assurda sul copyright


Come avevamo già preventivato, Google News chiude in Spagna, con un secco comunicato di protesta:

"Tristemente, come risultato di una nuova legge spagnola, a breve saremo costretti a chiudere Google News in Spagna. Lasciate spiegare il perché. Questa nuova legislazione impone a ogni pubblicazione spagnola di chiedere una parcella per la concessione a servizi come Google News per aver pubblicato anche il più piccolo frammento dalle loro pubblicazioni, sia che questi editori lo vogliano, sia che non lo vogliano. Siccome Google News di per se stesso non produce alcun introito - noi non piazziamo pubblicità nel suo sito - questo nuovo approccio alla faccenda non è sostenibile. Quindi è con grande tristezza che annunciamo che il 16 dicembre rimuoveremo tutti gli editori spagnoli da Google News, e chiuderemo Google News in Spagna, prima che la legge in questione entri in vigore il 1° gennaio 2015."

La legge non è stata promulgata con lo scopo di far chiudere Google News, ma con quello di mungere la corporation di danaro con ogni sua interazione tra il servizio di pubblicazione di notizie popolari e gli editori spagnoli. Una legge fortemente voluta e spinta dal cartello editoriale iberico AEDE, si tratta di un fallimento sotto tutti i punti di vista. Grazie a questo piano geniale, ora gli editori perdono le visite di Google News, e non avranno neppure un euro da portare a casa come risultato della fatica.

Gli spagnoli ripercorrono in modo ancora più negativo un’esperienza già vissuta in Germania (assieme ad altre simili), in cui questa legge è stata respinta dopo che Google aveva ottenuto da parte di una vasta maggioranza di editori delle rinunce firmate a questa sorta di gabella malconcepita. Gli editori spagnoli e i legislatori non hanno letto molto bene la vicenda teutonica e hanno ripresentato una legge simile, proibendo però accordi per la rinuncia alla retribuzione.

Sicuramente ora la Spagna dichiarerà che Google si muove in modo aggressivo e sta ponendo in essere una rappresaglia - ma siccome non ci sono pubblicità su Google News, tale accusa cade nel vuoto. Qualcun altro vuole farsi avanti con un’idea geniale per una Google Tax?

Per la cronaca: i risultati di ricerca regolari non sono influenzati dalla nuova legge, e i titoli dei giornali compariranno normalmente a una ricerca mirata. Non un granché per gli editori, che oggi non devono sentirsi molto felici della propria vittoria.

Via | Google Europe Policy Blog

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