Tim Berners-Lee: il diritto a essere dimenticati è pericoloso

Per Tim Berners-Lee, il diritto a essere dimenticati non è il modo giusto di affrontare la gestione dei dati personali su Internet.

British computer scientist Tim Berners-L

Come sempre quando si tratta di dinamiche del web, se a parlare è Tim Berners-Lee vale la pena fermarsi ad ascoltare ciò che dice. Nel dettaglio, il padre del World Wide Web ha affrontato nel corso della conferenza LeWeb a Parigi l'argomento legato al diritto a essere dimenticati:

"Questo diritto a essere dimenticati, al momento, sembra essere pericoloso. Il diritto ad accedere alla storia è importante."

Anche se di poche parole, l'opposizione di Berners-Lee nei confronti delle regole stabilite dall'Unione Europea assumono un significato piuttosto importante: l'informatico britannico è infatti sempre stato in prima linea nella difesa ai diritti delle persone su Internet, ma non ritiene evidentemente che quello all'oblio sia fondamentale.

Proteggere la privacy, del resto, non vuol dire rimuovere dalla rete la possibilità di accedere tramite motore di ricerca a contenuti arbitrariamente ritenuti non rilevanti, come stabilito dal diritto a essere dimenticati: secondo Berners-Lee, è giusto che le informazioni false siano cancellate, ma le informazioni vere devono essere mantenute per proteggere libertà d'espressione e storia.

Un esempio di regolamentazione intelligente dei vecchi dati riguardanti le persone potrebbe prevedere secondo il padre del web l'impedimento per un'azienda di accedere a eventuali crimini minori di un candidato commessi anni e anni prima:

"È la nostra società. L'abbiamo costruita noi. Possiamo definire le regole su come usare i dati. È molto meglio che provare a fare come se una cosa non sia mai successa."

Via | Cnet.com

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