Uber, piovono blocchi e cause legali

Uber si prepara a fronteggiare problemi in ogni parte del mondo.

Uber Taxi App In Madrid

Delle accuse a Uber sulla privacy degli utenti vi abbiamo già parlato, così come del blocco del servizio in India dopo che un autista legato al servizio è stato accusato di stupro da parte di una passeggera. Per l'azienda di San Francisco, le cose non si sono messe per niente meglio nelle ultime ore.

Partiamo dal suolo "amico": gli Stati Uniti, dove alla causa legale aperta dalla città di Portland si sono unite anche Los Angeles e la stessa San Francisco. I Procuratori Distrettuali dei due luoghi californiani hanno infatti pubblicato una nota congiunta, all'interno della quale accusano Uber di "pratiche commerciali palesemente scorrette", le quali includerebbero l'aggiunta di commissioni non necessarie e di false informazioni sugli accertamenti dei background degli autisti.

Come conseguenza, i clienti del servizio avrebbero un "falso senso di sicurezza nel decidere se entrare nell'auto di uno sconosciuto": parole di George Gascon, District Attorney di San Francisco le cui accuse possono essere lette nel dettaglio su Mashable.

Blocchi in Spagna e Thailandia


Se in America per Uber le cose non vanno tanto bene, lo stesso si può dire per il resto del mondo. Nella stessa giornata, Spagna e Thailandia hanno affermato che l'attività di Uber è illegale nei rispettivi territori, anche se per motivi differenti.

Nella nazione asiatica, l'uso di mezzi privati invece che di taxi sotto licenza violerebbe le leggi locali, spingendo Uber a rispondere ufficialmente per bocca di Karus Arya:

"Uber rispetta il Dipartimento dei Trasporti Terrestri e il suo importante ruolo di regolatore del trasporto su veicoli a noleggio in Thailandia. Aspettiamo impazientemente di continuare a interloquire con il Dipartimento per portare le nostre soluzioni di trasporto innovative all'interno delle regole appropriate in Thailandia."

Dalla Thailandia alla Spagna, dove un giudice ha ordinato a Uber di sospendere le operazioni in tutta la nazione. A riportarlo è stato El Pais, secondo cui i guidatori non avrebbero licenze ufficiali per operare questo servizio, in competizione sleale nei confronti degli autisti di taxi con regolare licenza.

Via | Cnet

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