FBI: il cyber-attacco a Sony Entertainment è senza precedenti

Il film The Interview potrebbe aver scatenato una cyber-vendetta contro Sony Pictures Entertainment? Non lo sappiamo, però i danni riportati dalla corporation sono senza precedenti in USA.

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Senza fare nomi (ma non ce n’è davvero bisogno), l’FBI ha diramato un allarme, avvertendo le aziende che un gruppo di hacker ha usato software malevolo per lanciare un attacco distruttivo contro una corporation sul suolo americano. Il Federal Boureau of Investigation si riferisce certamente a Sony Pictures Entertainment, ramo cinematografico della multinazionale giapponese, che in questi giorni è stata letteralmente devastata da malware specializzati, dei software che hanno aggredito i loro server e sovrascritto i dati sui loro hard disk, rendendo impossibile - o anche solo estremamente costoso - il recupero forense degli stessi.

L’attacco è stato sufficientemente grave da impedire all’intero ramo della corporation di spedire e ricevere mail per una settimana, e da danneggiare gravemente database e sistemi importanti. Al momento non si ha una lista totale dei danni riportati dagli studios californiani di Sony, che stavano lavorando alacremente per completare i film da lanciare durante l’importantissimo periodo natalizio.

Regin, il malware che spia tutti dal 2008 - c'è uno stato dietro?

L’allarme dell’FBI è il primo di questo genere. Ci sono stati molti avvertimenti di minacce informatiche e malware vari negli anni, ma quello di cui Sony Corp. è rimasta vittima è privo di precedenti negli Stati Uniti - simili attacchi sono relativamente rari nel mondo, e ce ne sono stati solo in Asia e Medio Oriente: ad esempio quello che ha colpito una compagnia petrolifera saudita o rovinato per giorni il business delle banche di Seul.

Ed è in particolare questo secondo caso di cyber-warfare ad aver attirato l’attenzione degli esperti di sicurezza informatica, perché si ritiene che sia stato opera di hacker assoldati dal governo Nord Coreano. Una delle piste da seguire, infatti, è quella della vendetta del regime, infuriato con Sony Pictures per il film The Interview, in cui si parla di due giornalisti assoldati dalla CIA per assassinare Kim Jong Un.

Il documento diffuso dall’FBI cita anche che il software ha degli elementi compilati in coreano, ma questo prova poco o nulla.

Via | Reuters

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