Internet, la "popolazione online" globale a quota 3 miliardi

Secondo le Nazioni Unite il numero di persone che oggi accedono in un modo o nell'altro alla Grande Rete si è avvicinata o ha addirittura superato i 3 miliardi.

United Nations Hosts World Leaders For Annual General Assembly

L’ITU, che per esteso è l’acronimo di United Nations International Telecommunications Unit (un’agenzia per le telecomunicazioni delle Nazioni Uniti) ha diffuso oggi alcuni dati davvero interessanti. Secondo i rapporti, infatti, pare che la popolazione globale connessa a Internet stia sfiorando o abbia già superato quota tre miliardi, una cifra resa possibile dalla diffusione capillare dei terminali mobile a basso prezzo - i paesi in via di sviluppo, infatti, hanno completamente saltato il PC e sono direttamente saltati nel mondo della Grande Rete grazie agli smartphone.

L’ITU è un organo che tra i suoi doveri e prerogative ha anche quello di decidere come ripartire lo spettro radio, distribuire le frequenze e gestire i rapporti tra i paesi in tale materia, oltre che settare gli standard tecnici che facilitano il fluire libero delle informazioni. L’ITU è anche interessato a migliorare l’accesso alla tecnologia informatica, o perlomeno a registrare la crescita e i cambiamenti dei mezzi di comunicazione di massa.

In un mondo in cui una percentuale di stati, anche potenti e sviluppati, prova il desiderio di frammentare la Grande Rete per preservare i propri interessi nazionalisti o difendersi dagli abusi degli Stati Uniti (venuti alla luce con il caso Snowden e - si teme - nello scandalo Regin), il ruolo dell’ITU pare essere quello del canarino nella miniera.

Tralasciando le riflessioni sulla politica internazionale delle telecomunicazioni, i dati riportati sono davvero interessanti. Se 3 miliardi sono online, questo significa che circa 4,3 non lo sono ancora e vivono nei paesi in via di sviluppo. Un problema che Google e Facebook vorrebbero contribuire a risolvere. Per farsi un’idea, basta dire che nei 42 paesi del mondo meno connessi in assoluto vivono 2,5 miliardi di persone. Il problema è piuttosto serio, perché la connettività porta lavoro e cultura dappertutto, e migliora universalmente la condizione di giovani, delle donne e dei disabili in paesi che lasciano poche possibilità per il futuro alle categorie vulnerabili.

Secondo i dati, i due paesi in cui la maggior percentuale di persone sono connesse sono rispettivamente la Danimarca e la Corea del Sud al primo e secondo posto.

Via | ZDNet

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail