Il router CRS-3 di Cisco spaventa le major del cinema e della musica


Era inevitabile che, prima o poi, il CRS-3, il nuovo mostruoso router prodotto da Cisco, capace di oltre 322 Terabits al secondo, avrebbe destato preoccupazioni in seno alle major della produzione e della distribuzione cinematografica. Time Magazine ha dedicato un pezzo alla questione, a meno di 10 giorni dalla presentazione dell'innovativo prodotto.

Il fatto è - detto in parole semplici - che questo router può trasmettere l'intera filmografia mondiale (e per "intera filmografia mondiale" Time intende da Pierino ad Avatar) in "meno di quattro minuti". I consumatori gioiscono, i produttori piangono.

Eppure, tanto la Motion Picture Association of America (MPAA) quanto la Recording Industry Association of America (RIAA), non hanno solo da perdere da innovazioni come queste, soprattutto se unite ai tentativi di Google di sperimentare reti domestiche ad altissima velocità.

Time ricorda come proprio la MPAA, nel lontano 1980, protestò con violenza contro l'avvento della videoregistrazione su cassetta alla portata di tutti, temendo la fine del cinema nelle sale. Lo stesso con il DVD, qualche anno dopo. Probabilmente, per la prima volta da quando c'è Internet, la rete stessa potrebbe diventare un nuovo metodo di distribuzione. Essendo ancora più efficiente, ancora più veloce, ancora più capillare dei precedenti, fa paura a chi campa sui vecchi metodi. Ma, in realtà, come sempre è stato, sarà solo foriero di nuove possibilità di incontro fra domanda e offerta.

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