Che succederebbe ai motori di ricerca cinesi se Google.cn dovesse chiudere


Silicon Alley Insider si è posto una domanda corretta quanto interessante: cosa ne sarà del mercato dei motori di ricerca cinesi all'indomani dell'eventuale uscita di Google da quel mercato?

La risposta non sembra dare adito a dubbi: se la quasi totalità della popolazione cinese ne perderà in accessibilità e libertà, almeno qualcuno ne guadagnerà economicamente. Si tratta degli azionisti di Baidu, il motore made in China di maggior successo (e più osservanza ai dettami della politica). Caduto il concorrente americano - promotore, a quanto si è visto, di una polemica contro i filtri imposti dal Governo locale - il campione cinese avrà via libera verso il monopolio di fatto delle ricerche cinesi sul web.

Contano però, sempre secondo Silicon Alley Insider, le possibilità aperte ai concorrenti interni di Baidu. Infatti, altri motori cinesi esistono (come Tencent, Netease e il suggestivo Alibaba) e, con tutta probabilità, approfitteranno anche loro del vuoto che potrebbe aprirsi con l'assenza di Google.cn dai browser fissi e mobili dei cinesi.

In fin dei conti, però, se i rivali di Baidu non dovessero essere all'altezza di un duopolio o almeno di un oligopolio (sempre "di fatto"), in Cina non si prospetterebbe che una situazione simile a quella del resto del mondo (soprattutto parlando di USA): la predominanza assoluta sul mercato di un solo motore di ricerca. Solo, questa volta non sarebbe Google.

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