Global Trends 2014: Sicurezza e privacy online

La più grande indagine statistica globale mai condotta ha provato a capire il giudizio della popolazione mondiale su Sicurezza e privacy online. Scopriamo cosa è emerso.

Global Trends 2014, Internet e la tecnologia

Torniamo oggi a parlavi dei dati emersi dalla colossale indagine statistica condotta dall’istituto IPSOS MORI intervistando oltre 16 mila persone in 20 Paesi del Mondo. Dopo aver visto come Internet e la tecnologia più in generale vengono percepiti da una parte all’altra del Mondo, oggi ci concentriamo sulla sicurezza online e sulla privacy, un argomento molto sensibile in questo periodo, in modo particolare dopo lo scandalo esploso in seguito alle rivelazioni di Edward Snowden.

Le grandi aziende tech che ci forniscono servizi e prodotti, non è certo un segreto, spesso utilizzano le informazioni personali che diamo loro per gli scopi più disparati. Partendo da questo dato di fatto, IPSOS MORI ha chiesto agli utenti se questo crea loro problemi o no. I risultati non sono affatto una sorpresa: il Paese che si dimostra meno toccato dall’argomento è l’India, dove il 40% degli intervistati ha ammesso di non aver problemi con la raccolta dei dati personali da parte delle aziende. I più preoccupati sono gli svedesi (11%) e gli spagnoli (18%). L’Italia è piuttosto in alto nella classifica, al quinto posto con un 28% dopo India, Brasile, Cina e Russia, ben al di sopra della media totale, ferma al 24%.

Global Trends 2014: Sicurezza e privacy online

La stessa preoccupazione traspare quando si tratta di social network. Facebook e Twitter, tra gli altri, hanno accesso ai contenuti che pubblichiamo sulle loro piattaforme. I più preoccupati sono i cittadini francesi e gli spagnoli (79%), mentre noi italiani siamo fermi al 63% insieme alla Gran Bretagna, poco al di sotto della media totale.

E se questa aziende traessero dei profitti dalle nostre informazioni e questi benefici fossero estesi anche a noi? Il 57% dei cittadini russi non avrebbe alcun problema, così come il 52% degli indiani e il 51% dei polacchi. La media generale si attesta al 40%: questo significa che 40 persone su 100 non avrebbero nessun problema a permettere alle grandi aziende di trarre dei profitti dai nostri dati a patto che una parte di quei profitti arrivino anche a noi.

Global Trends 2014: Sicurezza e privacy online

In generale la preoccupazione è alta, eppure in pochi si preoccupano di leggere i termini e le condizioni di un servizio prima di iscriversi e cominciare a usarlo. I più superficiali in questo senso sono i cittadini canadesi (solo il 26% ha ammesso di leggere i ToS), ma non va benissimo nemmeno per il nostro Paese: il 67% degli intervistati italiani ha candidamente ammesso di non leggere i ToS. I più attenti, invece, sono i cittadini argentini, ma la percentuale è comunque alta (50%).

Se ci fosse la possibilità di pagare per avere un po’ più di privacy, il 64% dei brasiliani non ci penserebbe due volte, mentre solo il 30% degli svedesi sarebbe pronto a metter mano al portafogli, forse perchè danno per scontato che un diritto simile dovrebbe essere garantito a tutti, non soltanto a chi ha più disponibilità economica. L’Italia è divisa: il 45% degli utenti sarebbe disposto a pagare, mentre il 45% non ha alcuna intenzione di farlo.

Global Trends 2014: Sicurezza e privacy online

Ma quali sono i dispositivi più sicuri? O meglio, con quale device tra le mani ci si sente più sicuri quando si naviga online? Il computer fisso, se utilizzato a casa, vince a mani basse più o meno ovunque, ad eccezione della Turchia, del Sudafrica e dell’India, dove il dispositivo più sicuro è considerato il computer portatile. Gli smartphone, ormai presenti consistentemente nella nostra vita online, sono considerati poco sicuri al pari dei tablet.

Gli italiani, in ordine di sicurezza, mettono: computer fisso, computer portatile, smartphone e tablet.

Global Trends 2014: Sicurezza e privacy online

E voi, vi ritrovate in queste statistiche?


    Global Trends 2014 è l’elaborazione di un ampio sondaggio condotto da Ipsos MORI: oltre16mila interviste condotte fra il 3 e il 17 settembre 2013, 20 paesi del mondo coinvolti, un “panel” statistico composto da un pubblico di cittadini e consumatori attivi sul web e fortemente connessi. Il progetto, molto ambizioso, fotografa lo stato dell’arte su una serie di comportamenti e tematiche di rilevanza mondiale (dall’ambiente alla salute, dall’attivismo politico ai brand). E si propone di lanciare il dibattito su quel che sarà in futuro.

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