Bono difende Spotify e i servizi di streaming musicale

Mentre Taylor Swift si tiene ben lontana da Spotify, Bono tesse le lodi del servizio e lo difende dalle critiche.

Web Summit Dublin - Day 3

Bono, il leader degli U2, ha sempre sostenuto i servizi di streaming musicale fin dalla loro comparsa e in questi giorni, mentre Spotify è finito nel mirino di pesanti critiche per la percentuale dei ricavi che riserva agli artisti, è tornato a difendere il servizio a spada tratta.

Il vero nemico non è tra i download digitali o lo streaming, il vero nemico, la vera battaglia, è tra l’opacità e la trasparenza.

L’occasione per Bono di parlare apertamente del “problema” è stato il Web Summit che si è tenuto a Dublino. Il cantautore è entrato nel dettaglio, spiegando perchè servizi come Spotify possono davvero cambiare le cose:

Le persone possono vedere quante volte sono state ascoltate, dove sono state ascoltate, accedere alle informazioni su chi li ha ascoltati e venir pagati direttamente. Credo che questi pagamenti aggiungerebbero davvero qualcosa, il mondo diventerebbe più trasparente.

Poi il riferimento diretto da Spotify, o meglio la difesa del servizio:

Quando la gente se la prende con Spotify. Spotify dà il 70% dei ricavati a chi detiene i diritti. Il problema è che la gente non sa dove finiscono quei soldi, perchè le etichette discografiche non sono trasparenti.

spotify

Spotify paga, questo è certo, ma quei soldi non finiscono direttamente nelle tasche degli artisti, passano per le etichette discografiche che, per ovvi motivi, ne trattengono una buona parte. Bono non ha dubbi, il futuro della musica passa anche per Spotify e simili. La domanda c’è, ci sarebbe solo bisogno di un po’ più di trasparenza.

Intanto, mentre Bono tesse le lodi di Spotify, Taylor Swift continua a restare lontana dal servizio: i suoi album, rimossi pochi giorni fa, non hanno ancora fatto la loro ricomparsa sul popolare servizio di streaming musicale che, almeno in Europa, guadagna più di iTunes.

Via | The Guardian

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