Google indagato dalla Commissione Europea alla Concorrenza: l'accusa è abuso di posizione dominante


Giornate nere per Google. Dopo le accuse di bullismo online, e la relativa condanna, arrivano anche da parte dell'Unione Europea, e per "abuso di posizione dominante".

Ad aver fatto scattare la denuncia, che si avvale del trattato di Lisbona, sono state 3 aziende europee, concorrenti di Google in vari settori: un motore di ricerca inglese (Foundem), un servizio di comparazione dei prezzi per l'ecommerce (Ciao) ed eJustice.fr, un sito dedicato alle questioni legate al diritto (francese). Al centro delle accuse, le caratteristiche stesse degli algoritmi di ricerca di Google, che sfavorirebbero eccessivamente la concorrenza, attraverso dei "penalty filters".

L'accusa più grave proviene da Foundem e da eJustice: Google posizionerebbe più in basso del dovuto i risultati di ricerca che li riguardano, intervenendo "manualmente" per non essere svantaggiata essa stessa dal punto di vista degli introiti pubblicitari. Per quanto riguarda Ciao (di proprietà di Microsoft), invece, secondo Mashable il problema sarebbe circoscritto a sole, per quanto massicce, problematiche relative alle policy di Adsense.

Google dovrà rispondere a delle precise domande da parte della Commissione Europea alla Concorrenza, aprendosi almeno in parte sui meccanismi di funzionamento delle proprie ricerche. Se Mountain View saprà dimostrare che i suoi risultati di ricerca sono ancora solo frutto di algoritmi, tutto bene. Altrimenti, se le ammende pecuniarie fossero poco, per quanto ingenti, per un colosso del suo calibro, l'Antitrust europeo saprebbe comunque come mettergli i bastoni fra le ruote. Congelando affari, ad esempio, come già successe nel 2008 per un accordo pubblicitario con Yahoo!.

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