Google Buzz doveva passare per Gmail Labs?

Google Buzz screenshots

Mentre scrivevo ieri il post sull'aumento delle ricerche su Facebook, parlando della possibile concorrenza tra il social network e Google mi frullava per la mente una semplice domanda, che a quanto pare anche su TheNextWeb si sono posti: ma perché Google Buzz non è passato per la sezione Labs come la maggior parte degli aggiornamenti, anche meno importanti, per la Gmail?

Il nesso che ho trovato rispondendomi da solo è proprio legato alla concorrenza tra social network e Google, che a fronte del fallimento (o no?) di Google Wave si è trovata minacciata a più riprese da chi non si aspettava, minacce tra le quali le possibili webmail targate Facebook sono solo uno degli ultimi esempi.

Nessun dubbio che Buzz fosse già in sviluppo in precedenza, visto che cose del genere di certo non si inventano in una settimana, ma l'aver affrettato il suo rilascio potrebbe essere un'ipotesi da prendere in considerazione, alla luce delle roventi critiche e dei problemi riscontrati in pochissimo tempo. L'impressione è che Google abbia voluto così lanciare a tutti quanti una sorta di monito del tipo "Se volete sconfinare nel nostro orto fate pure, ma occhio che anche noi possiamo farlo nel vostro quando vogliamo".

L'ammissione di colpa di Google è stata una diretta conseguenza della fretta nel lanciare Buzz, che secondo la società californiana non sarebbe stato testato a dovere. Dopo aver avuto per anni in Beta prodotti come Gmail e Maps era proprio necessario lanciare direttamente uno strumento come Buzz così aperto a rischi sulla privacy? Forse si, forse no, ma l'effetto boomerang è sotto gli occhi di tutti. Non ci resta che sperare che venga migliorato al più presto per poterne godere tutti quanti senza doverci preoccupare.

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