Wi-Fi nei luoghi pubblici o multa fino a 5.000 euro: la proposta del PD

Il disegno di legge obbligherebbe i luoghi pubblici che rispondono a certi canoni a dotarsi di una linea wireless, liberamente accessibile.

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Se ad andare in giro per bar e altri luoghi pubblici trovare una rete wireless può essere spesso un miraggio, in futuro c'è chi vuole addirittura obbligare gli esercenti a dotarsi di un router e di una linea aperta: è il succo della proposta scritta da Sergio Boccadutri del PD, destinata inevitabilmente a far discutere.

Intitolato “Disposizioni per la diffusione dell’acceso alla rete internet mediante connessione senza fili” e firmato anche da Enza Bruno Bossio, Ernesto Carbone, Alberto Losacco e Gennaro Migliore, il documento vorrebbe premere (almeno in teoria) sull'arrivo del Wi-Fi in tutti gli esercizi commerciali italiani, libero e senza obbligo di registrazione con username e password.

Ma c'è di più: a coloro i quali, rientrando nei canoni previsti dal disegno per l'obbligo, non dovessero mettersi in regola con l'ipotetica legge, il documento stabilirebbe anche una multa fino a 5.000 euro.

I parametri di obbligatorietà


Il disegno di Boccadutri stabilisce dunque alcuni parametri per definire i soggetti che sarebbero obbligati ad adeguarsi con una rete wireless libera. Leggiamo:

Tutti gli esercizi commerciali, le associazioni culturali aperte al pubblico, i taxi, gli esercenti attività di noleggio con conducente, i bus privati, i treni e gli aerei registrati in Italia hanno l’obbligo di dotarsi di collegamento alla rete internet e renderla disponibile tramite tecnologia wireless basata sulle specifiche dello standard IEEE 802.11 (wifi), consentendo l’accesso a tutti a titolo gratuito e senza necessità di utilizzare credenziali di accesso e password.

Sono esentati dall’obbligo di cui al comma 1 gli esercizi commerciali, le associazioni culturali e gli uffici pubblici con una superficie inferiore ai 100 metri quadri, nonché gli esercizi commerciali e le associazioni culturali con un organico inferiore ai due dipendenti.

Il deputato ha spiegato così il suo disegno, ai microfoni di Key4Biz:

“Con questa proposta, vogliamo assicurare l’accesso alla rete a cittadini e consumatori, con modalità semplici e a portata di mano; ma per raggiungere l’obiettivo abbiamo bisogno della mobilitazione di tutti. La sensibilità con cui molti colleghi hanno prontamente sottoscritto la proposta di legge ci conferma che siamo sulla strada giusta, ma occorre anche il sostegno dell’opinione pubblica, dei settori produttivi, dei cittadini. Potremmo avere milioni di accessi quotidiani a internet aggiuntivi rispetto a quelli attuali, con indubbie ripercussioni positive sul Pil”.

Rischio di multe


Chi pur obbligato non dovesse adeguarsi alla legge, rischierebbe una multa nell'ordine delle migliaia di euro:

In caso di inottemperanza agli obblighi di cui dal presente articolo, i comuni provvedono a punire i soggetti inadempienti con una multa sino a euro 5.000, con l’esclusione degli esercenti l’attività di trasporto di persone.

La sorveglianza sarebbe lasciata ai comuni e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che agirebbe anche sulla base delle segnalazioni provenienti dai privati cittadini, con la possibilità d'irrogare direttamente sanzioni nei confronti degli esercenti.

Contributo del governo


Nelle intenzioni del deputato del PD, parte rilevante nel progetto dovrebbe averla anche il governo, chiamato a contribuire alla diffusione di router e linee wireless libere.

Nel dettaglio, il Ministero dello sviluppo economico dovrebbe racimolare un doppio fondo: il primo, da 1 milione di euro all’anno per 2017, 2018 e 2019, per "il
sostegno alla diffusione di router e di modem wireless basati sulle specifiche dello standard IEEE 802.11", mentre il secondo da 2 milioni di euro per "il sostegno
all’installazione nei mezzi di trasporto pubblico di proprietà, anche tramite partecipazioni, di Comuni e Regioni, del collegamento alla rete internet".

Pur avendo probabilmente buone intenzioni alla base per diffondere la connettività in Italia e tentare di abbattere così il digital divide, la proposta ci sembra piuttosto impossibile da attuare, con l'introduzione di un obbligo che è potenzialmente in grado di ricadere sugli stessi consumatori che dovrebbero fare uso delle reti libere.

Molto più sensata sarebbe invece l'introduzione di tariffe ridotte e altri tipi di agevolazioni per i suddetti luoghi pubblici, che potrebbero così decidere di dotarsi o meno di reti wireless senza dover sottostare a leggi per evitare di ricevere multe salate.

Foto | Flickr

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