Google comincia a penalizzare i siti di torrent più famosi

La promessa di Google è stata mantenuta, ma non è così che si combatte la pirateria digitale. Ecco cosa sta succedendo.

pirateria

Google aveva promesso che i siti che promuovono o permettono il download illegale di contenuti protetti da copyright sarebbero stati pesantemente penalizzati dai nuovi strumenti di BigG per la lotta alla pirateria. Quel giorno è arrivato.

Il popolare motore di ricerca ha stretto la morsa e cominciato a penalizzare sensibilmente nel ranking dei risultati delle ricerche quei siti che hanno ricevuto decine e decine di richieste di rimozione. Quali sono state le conseguenze? Grandi portali come IsoHunt hanno registrato giorno dopo giorno un importale calo delle visite, andando quindi a perdere quegli utenti che vi arrivavano passando da Google.

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Il grafico pubblicato da TorrentFreak non lascia spazio a interpretazioni: il calo c’è stato e non soltanto su IsoHunt. Anche KickassTorrent e Torrentz sono stati penalizzati da BigG e la loro visibilità sul motore di ricerca è drasticamente calata.

Quella che a una prima occhiata da parte dei sostenitori della lotta alla pirateria con questi mezzi può sembrare una vittoria, in realtà è soltanto una fase del cosiddetto del circolo vizioso che si è venuto a creare: i grandi portali, quelli che ricevono ogni giorno una valanga di richieste di rimozione, perdono visibilità a discapito dei siti più piccoli che, in questo modo, salgono vertiginosamente tra i risultati delle ricerche.

E così Google “premia” i nascenti portali di indicizzazione di file torrent, che proprio grazie al motore di ricerca avranno modo di crescere e avvicinarsi, in termini di popolarità e portata, i grandi The Pirate Bay e IsoHunt. A quel punto Google comincerà a penalizzare gli ormai cresciuti portali, dando nuovamente modo ai più piccoli di crescere.

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Insomma, avete capito. Nonostante tutte le buone intenzioni, non è così che si contrasta la pirateria digitale, e non spetta nemmeno a Google il compito di farlo. BigG, chissà se consapevolmente o meno, non farà altro che assicurare un’alternanza di portali “pirata” non andando nemmeno a scalfire il fenomeno.

Via | TF

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