Snapchat: pubblicate online foto private di oltre 200.000 account

Le foto di Snapchat sarebbero state trafugate attraverso un sito malevolo.

snapchat

Foto e video di oltre 200.000 account Snapchat sono stati postati online: per il momento, si crede che dietro questa nuova violazione della privacy ci siano le stesse persone dietro allo scandalo legato alle foto delle celebrità finite su Internet, conosciuto ormai con il nome The Fappening.

Il materiale di Snapchat sarebbe stato prelevato da un server di terze parti, appartenente al sito Snapsaved.com: esso avrebbe offerto agli utenti la possibilità di usare il servizio tramite un computer desktop, invece che solo da smartphone per il quale l'app è disegnata. Per chi non dovesse sapere di cosa stiamo parlando, ricordiamo che Snapchat è un'applicazione che permette d'inviare foto che si autocancellano dal dispositivo altrui, e per questo motivo è particolarmente usata per il cosiddetto sexting.

La funzionalità principale di Snapsaved.com, purtroppo, sarebbe invece stata quella di salvare username e password dei malcapitati, salvando sulla propria piattaforma le foto e i video che sono finiti online in queste ore: un'app dal nome simile, Snapsave, non sarebbe collegata con il fattaccio.

Di nuovo 4chan?


Dopo aver ospitato le foto di Jennifer Lawrence, Kim Kardashian e altre celebrità, sarebbe nuovamente 4chan il mezzo con il quale sono state messe online le foto provenienti da Snapchat: tramite l'ormai famigerato forum è infatti stato pubblicato il link a un sito contenente ben 13 gigabyte di contenuti.

Su Reddit, dove il nuovo leak è già stato ribattezzato “The Snappening”, si sono naturalmente moltiplicate le discussioni sulle immagini. Nel frattempo, Snapchat ha pubblicato una propria dichiarazione:

"Possiamo confermare che i server di Snapchat non sono mai stati violati e non sono la fonte di questi leak. Gli utenti Snapchat sono caduti vittima usando applicazioni di terze parti per inviare e ricevere Snap, una pratica che proibiamo in modo esplicito nelle nostre regole d'uso proprio perché può compromettere la sicurezza dei nostri utenti."

Via | Theguardian.com

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