Bufale su Facebook: la pasta Barilla e il grano scadente

Su Facebook torna a girare la bufala secondo la quale non solo la Barilla sarebbe in mano all'America, ma metterebbe in commercio anche grano scadente. Tutto falso, la smentita è di un paio di anni fa.

E' tornata in auge una vecchia bufala su Facebook e sul web inerente la pasta Barilla. In realtà questa bufala è già stata smascherata un paio di anni fa, con tanto di comunicati stampa da parte di Barilla e di tutti gli interessati, solo che qualcuno ogni tanto la tira fuori dal cassetto per chissà quale motivo. Il succo di questa bufala sulla Barilla, dal testo lunghissimo e di cui vi riporto solo alcuni stralci, è che non solo la Barilla non sarebbe più italiana, bensì americana, ma utilizzerebbe anche grano scadente con alti livelli di micotossine. Ovviamente è tutto falso.

La Barilla e la bufala su Facebook delle micotossine


Pasta Barilla

Ecco qui i promessi stralci della bufala su Facebook inerente la Barilla e le micotossine:

"BARILLA non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito), derivante da lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile. L’UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano duro, di modo che tanti paesi potranno produrre grano duro in dei clima non adatti badando solo alla quantità, distruggendo i contadini del sud Italia il cui grano non contiene micotossine e portando al fallimento le industrie sementiere mediterranee. Per esportare pasta in USA (Canada) il grano deve avere un tasso di micotossine circa la metà rispetto a quello che la UE accetta per le importazioni di grano duro dagli stessi paesi, così succede che i prezzi internazionali del grano duro crollano" e il finale "Barilla è presente anche con i seguenti marchi: Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco, Pavesini, Voiello, Panem. Dott.ssa Giuliana Icardi Universita’ del Piemonte Orientale – Biblioteca DiGSPES “N. Bobbio”Via Cavour, 84 15121 Alessandria Italia".

Diciamo subito che è chiaro che si tratta di una bufala, la si riconosce lontano un miglio, tuttavia in molti ancora ci cascano. Prima di tutto la Barilla è italiana, basta andare sul sito per leggerlo, a meno di non riferirsi a quel breve periodo fra il 1971 e il 1979 quando venne temporaneamente governata dalla W. R. Grace Company. Inoltre un'altra considerazione: che male c'è se un'azienda è controllata dall'America? Così, mi viene in mente un nome a caso, Apple... protestiamo anche perché la Apple è americana?

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Altro dato che dovrebbe farci capire che è una bufala è che si parla di tassi di micotossine, i quali però non vengono mai citati, neanche ci sono gli estremi degli studi e delle analisi fatte. In secondo luogo non è vero che il grano del Sud Italia è del tutto esente da micotossine, minimi livelli ce ne sono sempre, non devono però superare le soglie stabilite per legge. E ancora: "Usa (Canada)"? Da quando gli Stati Uniti fanno parte del Canada?

Ma continuiamo. La bufala invita a consumare solo pasta realizzata con grano italiano. Tutto molto bello, peccato che l'Italia non ha la possibilità di produrre così tanto grano da soddisfare tutte le nostre esigenze, per cui è vero che la Barilla usa anche grano non italiano, ma semplicemente perché in Italia non se ne produce abbastanza. Infine interessante anche il fatto che la bufala chiami in causa la povera dottoressa Icardi, la quale in realtà pare non abbia mai fatto alcuna dichiarazione simile, tanto da costringerla a rilasciare un paio di anni fa un comunicato stampa insieme alla Barilla nella quale negava di aver mai fatto simili dichiarazioni. Idem dicasi per i presunti marchi facenti parte della Barilla, facendo un giro in rete si scopre che la maggior parte di loro adesso appartengono ad altre ditte. Quindi possiamo dire che è tutta una bufala.

Antibufala Blogo

Via | Bufale un tanto al chilo

Foto | creative_tools

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