4 hacker hanno rubato all'esercito USA e a Microsoft tecnologia per un valore di 100 milioni

Quattro uomini sono stati accusati dal Dipartimento di Giustizia USA di aver sottratto i software per l'addestramento dell'elicottero Apache, di aver rubato Modern Warfare 3 prima della pubblicazione e di essere penetrati nei network di Microsoft per rubare tecnologia alla divisione Xbox.

hacker

Hanno tra i 18 e i 28 anni, e sono decisamente degli hacker: hanno sottratto tecnologie che gli potrebbero essere fruttate - così si evince dalle indagini giudiziarie - ben 100 o 200 milioni di dollari. Le vittime di questi furti sono tutte di altissimo livello, primo fra tutti l’esercito degli Stati Uniti, che ha perso nelle loro grinfie il segreto del software di addestramento degli elicotteri Apache. Poi segue Microsoft, che è stata derubata di tecnologie riguardanti l’Xbox, e sono state pure rubate le copie di pre-release di Call of Duty: Modern Warfare 3, anche se francamente porrei questo furto qualche gradino più in basso rispetto ai precedenti.

Tre di questi hacker sono americani, e uno canadese, e un quinto (al momento ancora oggetto di accertamenti) è un ragazzo diciannovenne di Perth, Australia. Di base troviamo davvero stupido sottrarre segreti militari, e addirittura suicida rubarli all’esercito del proprio stesso paese, uno stato che - come ben sappiamo - ha costantemente bisogno di capri espiatori su cui esercitare il massimo del rigore nel campo della sicurezza informatica. Basti vedere il caso di Kevin Mitnick.

Punizione esemplare


I quattro sono al momento in custodia del sistema giudiziario americano, e il canadese, David Pokora, è il primo straniero a rischiare di essere condannato per operazioni di spionaggio industriale informatico in America. Siccome gli USA non riescono a mettere le mani sui famosi Hacker Cinesi, si devono accontentare di un canadese, che dal canto suo (come del resto i colleghi americani) ritiene estremamente esagerate le stime del Dipartimento di Giustizia sul valore dei segreti rubati.

I quattro non sono stati catturati dal controspionaggio né tramite mezzi informatici. A quanto pare, infatti, è stato il solito informatore ad avvisare dell’operazione illegale l’FBI. Le uniche cifre sicure sono circa $620.000 sequestrati a uno degli hacker, che gli altri tre sostengono essere sua unica responsabilità, dicendo che il loro gruppo era disorganizzato e incapace di agire in modo coordinato.

Per il momento non si ha ancora una conta precisa dei capi d’accusa, e due degli hacker, tra cui Pokora, rischiano 5 anni per associazione a delinquere e violazione dei diritti di copyright. Sicuramente le sentenze che riguardano la cospirazione, i furti di identità, violazione dei network e frode potrebbero costargli molto più caro.

Via | The Guardian
Foto | Flickr CC

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