Grooveshark perde la causa contro le major: dovrà chiudere i battenti?

Il maxi risarcimento che le tre major discografiche chiederanno potrebbe mandare sul lastrico l’azienda e costringerla a chiudere il servizio.

Guai seri per Grooveshark, il servizio di streaming musicale da tempo nell’occhio del ciclone delle major discografiche e portato in tribunale perchè, secondo l’accusa, alcuni alti vertici dell’azienda, tra i quali anche lo stesso CEO Sam Tarantino, avrebbero effettuato l’upload di 113.000 brani senza averne i diritti, quindi illegalmente.

L’attesa sentenza è arrivata: un giudice federale di New York, Thomas P. Griesa, si è espresso a favore delle major che avevano fatto causa a Grooveshark, dando loro ragione in toto. Escape Media Group Inc, il gruppo proprietario di Grooveshark, e due dei suoi vertici, Samuel Tarantino e Joshua Greenberg, sono stati condannati per violazione di copyright relativamente all’upload di 5,977 brani.

Non solo. Per il giudice l’azienda avrebbe anche distrutto dei documenti importanti, a cominciare dalla lista dei brani che Greenberg e gli altri avrebbero caricato illegalmente sulla piattaforma, eliminando di fatto delle prove che avrebbero giocato a loro sfavore.

Grooveshark

Ora che è arrivata la condanna, il passaggio successivo sarà la stima del risarcimento che le major chiederanno all’azienda. Universal Music, nel 2011, aveva chiesto un risarcimento di oltre 16 miliardi di dollari, ma anche se questa è una stima decisamente alta, il rischio che Grooveshark sia costretto a chiudere i battenti è più che concreto.

L’azienda ricorrerà sicuramente in appello, ma le probabilità che riesca a ribaltare la decisione sono minime. Senza contare che ci sono altre due cause simili pronte a partire, entrambe a New York. Il futuro dell’azienda, insomma, è sempre più nero. In attesa di capire quale sarà l’entità del risarcimento che Grooveshark sarà costretto a pagare, il servizio è ancora attivo.

Via | New York Times

  • shares
  • Mail