Censura, la Cina blocca anche il motore di ricerca DuckDuckGo

Da qualche settimana il motore di ricerca DuckDuckGo, tornato alla ribalta dopo lo scandalo del Datagate, non è più accessibile agli utenti cinesi.

DuckDuckGo

Il motore di ricerca che non ti traccia non piace alla Cina. Proprio come accaduto con Google, da qualche settimana DuckDuckGo non è più accessibile per gli utenti cinesi e durante il weekend è arrivata la conferma del fondatore e CEO del motore di ricerca, Gabriel Weinberg, che via Twitter si è limitato a rispondere a un utente e sottolineare il blocco, spiegando però di non essere a conoscenza del motivo di tale decisione.

Il sito BlockedInChina.net ci conferma che è irraggiungibile in tutto il Paese, da Pechino a Shenzen, dalla provincia di Yunnan a quella di Heilongjiang.


Il motivo di tale blocco è avvolto dal mistero, ma è ipotizzabile che il motore di ricerca recentemente introdotto da Apple come alternativa ai più famosi motori di ricerca in iOS 8 non abbia seguito alla lettera le rigide regole di filtraggio imposte dalla Cina. Al momento non è chiaro nemmeno se Weinberg e il suo team si stanno muovendo per riportare DuckDuckGo nel Paese o meno.

DuckDuckGo non è uno dei motori di ricerca più giovani - è nato nel 2008 - ma il suo utilizzo è cresciuto sensibilmente negli ultimi due anni e, in modo particolare, dopo lo scandalo portato alla luce da Edward Snowden. Il tanto decantato rispetto dalla privacy di DuckDuckGo potrebbe aver costituito un problema per il governo cinese, che per ovvi motivi avrebbe deciso di mettere un freno alla sua diffusione nel Paese.

Difficile prevedere, al momento, se DuckDuckGo tornerà ad essere visibile agli utenti cinesi. Quello che è certo è che il blocco imposto dalla Cina è sintomo di come il motore di ricerca di Gabriel Weinberg stia davvero facendo le cose per bene, al punto da arrivare a costituire una preoccupazione per un governo chiuso e oppressivo come quello cinese. Ben fatto, DuckDuckGo!

Via | TechInAsia

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