Toyota i-ROAD a Grenoble - ecco Ha:mo, il car-sharing elettrico ecologico e rivoluzionario

Il 1° ottobre verrà introdotto a Grenoble il programma di mobilità Ha:mo, 70 auto elettriche a disposizione in 27 parcheggi, prenotabili in tempo reale tramite app per integrare il sistema di trasporto cittadino. 35 di queste macchine sono l'entusiasmante e originale i-ROAD, veicolo a tre ruote che piega e sterza da dietro.

Ha:mo e i-ROAD a Grenoble

Arrivato nel centro di Grenoble in una giornata assolata e ventosa, mi sono trovato davanti a uno spettacolo strano: un assembramento di veicoli colorati, a tre ruote, grandi come maxi scooter ma completamente cabinati. Sono le Toyota i-ROAD e sebbene non siano rivoluzionarie, sono vetture tecnologiche, originali e piuttosto intelligenti.

Ancor di più: grazie alla collaborazione con il comune di Grenoble potrebbero cambiare il volto della mobilità cittadina. Ma andiamo per ordine. Prima parliamo di come funzionano e di come sono fatte, e quali sono le impressioni che il guidatore riceve una volta postosi dietro al volante - sì, perché c'è un volante, non un manubrio!

Come sono fatte le Toyota i-ROAD


Ha:mo e i-ROAD a Grenoble

Lunghe meno di 2,5m, larghe meno di una moto e poco più di uno scooter cittadino, le iROAD pesano 300kg circa. Il loro motore elettrico e le batterie garantiscono una portata di 50km se non si pesta troppo sull’acceleratore. In ogni caso non aspettatevi prestazioni da rally, qui si mantengono costantemente velocità “cittadine”: il massimo è 45km/h, ma gli istruttori spiegano cortesemente che sarebbe meglio restare sui 35.

Le i-ROAD sono veicoli a tre ruote, ma al contrario dei “nostri” MP3 di Piaggio, la ruota sterzante è quella posteriore. Per mantenere la stabilità, l’i-ROAD piega, anche a velocità moderate, e vi garantisco che la sensazione è strana. Da fuori sembra un ibrido tra il suddetto tre ruote italiano e la "vecchia" BMW C1, ma l'impressione "motociclistica" finisce quando si sale a bordo: troviamo un volante, un sedile con le cinture di sicurezza e un normale cambio automatico (di quelli con D, N e R per intendersi).

Comportamento su strada


Ha:mo e i-ROAD a Grenoble

Vengo messo a bordo da un gentile istruttore spagnolo, che mi spiega i fondamentali: la cosa più importante da tenere in considerazione è che se si deve fare una curva, bisogna prenderla molto in anticipo. All’inizio l'i-ROAD sembra lenta, e sottosterzante, poi gradualmente ma rapidamente "l’autina" piega, con le ruote davanti che fanno da perno, facendola girare subito su se stessa. La sensazione è come quella di fare manovra per entrare in garage in retromarcia, solo… tutto al contrario! Più si va veloce, poi, più l’i-ROAD diventa precisa. Beh, fino al limite di 45 km/h!

La sensazione, insomma, è abbastanza piacevole e a suo modo entusiasmante, anche se c’è una certa componente di incertezza iniziale.

L’i-ROAD non è né rapida né scattante, ma se le si chiede di sbrigarsi, si libera degli impacci del traffico cittadino senza troppe difficoltà, salvo una certa rumorosità scricchiolante tipica di uno scooter. All’interno il ronzio del motore elettrico è presente, ma tollerabile. Fuori la i-ROAD è silenziosa come un siluro, e il pilota deve stare attento ai pedoni, che non lo sentiranno arrivare. Sarà per quello che le hanno decorate con una livrea vivace?

Nel traffico francese


Ha:mo e i-ROAD a Grenoble

Vengo “scatenato” per le strade di Grenoble lungo un percorso cittadino, in mezzo al traffico. La sensazione è quella che provavo quando mi preparavo per l’esame della patente, perché il mezzo è sufficientemente fuori dalle righe da farmi sentire un novellino. La gente si volta, mi guarda, saluta. Quasi tutti sorrisi e reazioni positive, salvo un furgone, il cui guidatore mi ha urlato qualcosa in un francese incomprensibile, salvo per l’ultima parola “…Merde!”. Cosa avrà voluto dire? Forse è un complimento, e sono io che sono troppo pessimista.

Salvo qualche piccola resistenza come questa, tuttavia, il pubblico di Grenoble pare entusiasta. E questo entusiasmo è estremamente importante, tanto per Toyota, tanto per la città, quanto ancora per il futuro dell’i-ROAD.

Ha:mo, car sharing informatizzato e “ultimo miglio”


Ha:mo e i-ROAD a Grenoble

Nei due giorni in cui sono stato ospite di Toyota e di Grenoble, ho capito quanto fosse in ballo in questa collaborazione. I partner sono 5, Toyota in primis, poi il comune di Grenoble, EDF, Sodetrel e Cité Lib.

L’esperimento è quello di creare un sistema di car sharing elettrico completamente automatizzato e gestito tramite una app mobile. Non si chiede ai cittadini di convertirsi a forza a queste particolari auto, ma piuttosto si cerca di integrarle nel trasporto pubblico per coprire quello che viene chiamato “l’ultimo miglio”. L’idea è di prendere una i-ROAD per raggiungere un luogo specifico, sbrigare i propri affari e restituirla al network, chiamato Ha:mo (che sta per Harmonious Mobility).

Ci saranno 70 auto a disposizione del pubblico, di cui 35 saranno piccole monoposto COMS (veicoli elettrici che ricordano un golf cart, dotati di un buon bagagliaio). In giro per la città saranno installate colonnine in 27 parcheggi.

L’app segnala il parcheggio più vicino, e solo le auto con le batterie cariche compaiono come disponibili per il noleggio. Il sistema, sviluppato da Cité Lib, consente di pianificare tutto il proprio percorso attraverso l’intera rete dei trasporti pubblici, tram, autobus e adesso piccoli veicoli elettrici. Per il noleggio si usa una tessere elettronica, che è la stessa che si usa anche per i mezzi pubblici.

Se il progetto avrà successo, il numero di parcheggi e colonnine aumenterà - la diffusione nell’area cittadina è ovviamente importante, perché le auto elettriche vanno per forza riconsegnate a una colonnina di ricarica, non possono essere lasciate in un parcheggio qualsiasi.

Il costo per il cittadino è straordinariamente contenuto, e l’idea è di piazzare sul mercato questo noleggio/car sharing tra i tram e i taxi. Costa 3 euro per i primi 15 minuti, 2 euro per i secondi 15 minuti e 1 euro per i terzi 15 minuti. Il servizio è per i soli residenti, e non per i turisti. Il cosiddetto “ultimo miglio”, infatti, è per chi conosce già la città ed è efficiente nei suoi spostamenti.

Conclusioni


Ha:mo e i-ROAD a Grenoble

Il servizio è affascinante, ma i problemi da superare sono molti. Intanto, i veicoli come l’i-ROAD devono piacere ai cittadini, che devono imparare a conoscerli e accettarli.

In secondo luogo, i parcheggi prefissati sono limitanti e “pericolosi” per il buon successo dell’iniziativa. Prevedere in anticipo dove le auto serviranno effettivamente è una grossa responsabilità, e potrebbe condurre a zone in cui ogni colonnina è occupata e altre completamente vuote, limitando la mobilità e creando disagi.

Inoltre, il pubblico ha decretato che al di sopra del taxi, dei mezzi pubblici e del car sharing (anche quello flessibile di car2go) quello che è più bramato come commodity è il servizio di noleggio di macchine con autista di Uber e cloni.

Sarà il futuro a decidere cosa è più gradevole: da un lato abbiamo un veicolo noleggiato con un tocco del dito sullo schermo dello smartphone, guidato personalmente e comunque meno caro di quanto non lo sia un’auto privata, se prendiamo in considerazione tasse, assicurazione, benzina e un posto auto a ore in un centro storico. Dall’altra troviamo il “lusso” di essere scarrozzati direttamente dove si vuole prenotando via app a un costo leggermente superiore. La mobilità del futuro sembra decisamente differente dalle auto volanti che sognavamo da bambini, ma speriamo sia comoda, ecologica, ed efficiente.

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