Google Doodle di oggi, la nascita di Ludovico Ariosto

Oggi Google dedica il suo Google Doodle a Ludovico Ariosto, nato 540 anni fa e autore dell'Orlando Fuorioso, il primo poema in quello che possiamo definire come il nostro italiano letterario.

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540 anni fa l’Italia e il mondo erano un posto decisamente diverso. La gente riteneva che vestirsi di abiti di lana aderente fosse il massimo della moda e che ricoprirsi di ferro per andare a massacrarsi di legnate fosse ANCHE il massimo della moda. E un po’ come oggi piace il fantasy, allora piacevano i racconti cavallereschi - ma una cosa non è cambiata da allora: i cavalieri delle storie non assomigliavano neppure lontanamente a quelli della vita reale.

Probabilmente Ludovico Ariosto, nato esattamente nell’anno del signore 1474 l’otto di settembre, se ne è reso conto con molta chiarezza, crescendo. Dopo tutto suo padre Nicola era comandante alla corte del duca d’Este, e in effetti la sua opera più famosa e grande, l’Orlando Furioso, sembra parlare di un rapporto d’amore/odio verso la cavalleria e gli uomini che ne apprezzavano il mito.

Nessuno ha mai deciso se ad Ariosto piacessero di più “l’arme” oppure “gli amori”, ovverosia se gli intrecci romantici o quelli guerreschi fossero i protagonisti della vicenda, ma se - come hanno fatto centinaia di critici letterari - confrontiamo L’Orlando Furioso alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, troviamo una differenza tra giorno e notte. Il secondo è edificante, rigoroso, moralistico, mentre il primo è un’esplosione di fantasia, di trovate e storie coinvolgenti.

L’Ariosto fotografa a modo suo un mondo, quello signorile e cortigiano, che non può evitare di vedere come una rovina, un relitto del passato, un’epoca gloriosa ma sulla via di un tramonto inevitabile. L’Orlando protagonista è quindi pazzo, Rinaldo, altro personaggio importantissimo, insegue il suo cavallo a piedi. Ferraù, altro paladino, cerca il suo elmo perso in acqua… L’illusione della cavalleria è spezzata.

Il Doodle


Ariosto è un personaggio fondamentale per la storia della nostra lingua e letteratura, e l’immagine a lui dedicata è semplice ma elegante. Il drago, in qualità di serpente, si avvolge su se stesso e prende le forme (vaghe) del logo del motore di ricerca, e un cavaliere lo affronta a dorso del famoso Ippogrifo.

Con la propria creatività e lo spirito più degno del poeta, Ariosto infranse le regole della poesia della sua epoca, ma fa discutere ancora oggi.

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