Uber e Lyft: terribili rivali, ma indistinguibili per gli utenti. E dove ci sono, ormai irrinunciabili

Gli utenti non percepiscono la differenza tra Uber e Lyft e ormai sono abituati a questi servizi, dove sono disponibili. Le app per gli autisti sono indubbiamente parte del nostro futuro.

Uber App e servizio

Uber e Lyft fanno praticamente la stessa cosa: forniscono una app che ti consente di prenotare al volo una corsa in auto e ti dicono dove sono gli autisti più vicini e quando arriveranno.

Uber è il servizio che si è imposto meglio e per primo, ma ha un grosso rivale: Lyft, che era un signor nessuno fino a pochissime settimane fa. Secondo il New York Times, in effetti le due app non hanno alcuna differenza tra di loro dal punto di vista dell’utente, e cosa ancora più interessante, lo stesso si può dire dell’autista, che può passare dall’una all’altra senza particolare difficoltà, e anzi, è cercato quasi fosse una celebrità.

Carmageddon?


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Uber e Lyft si stanno facendo la guerra.

Il secondo ha iniziato le ostilità con una campagna di marketing davvero di successo. Lyft si è posto con l’immagine di un servizio spigliato e divertente, da opporre all’idea che Uber vuole dipingere di se stesso: auto raffinate e pulite, professionalità ed efficienza. La campagna ha avuto un successo strepitoso, anche se Lyft resta indietro di parecchio rispetto a Uber.

Il peso della concorrenza è grande, e Uber ha dato prova di aver perso i nervi, iniziando una massiccia campagna di reclutamento degli autisti di Lyft, pagando $750 a ogni reclutatore che fosse riuscito ad arruolare uno dei piloti del concorrente. Ma Uber non si è fermato, e i suoi reclutatori hanno iniziato a giocare sporco, chiamando decine di corse e annullandole all’ultimo per “bloccare” Lyft in una zona, occupato dalle telefonate farlocche.

Inutile dire che questa guerra selvaggia nasconde una debolezza di base di Uber e dei suoi simili: sono praticamente indistinguibili tra di loro.

Conta che ci sia, non come si chiama


Uber App e servizio

Lyft si spaccia per giovane e divertente, Uber per efficiente e raffinato, ma alla fine dei conti gli autisti e le auto sono le stesse, e talvolta chi risponde alla chiamata ha semplicemente l’app di quel servizio attiva, ma può anche lavorare per l’altro. Uno sticker identifica una macchina Lyft, ma può essere rimosso, e il giorno dopo diventa un autista Uber. Il contrario è ovviamente possibile, anzi, normale.

Conta solo chi è più noto agli utenti, e ora che Lyft è diventato popolare, Uber ha reagito disordinatamente perché non ha altri mezzi per sconfiggere il rivale sul piano commerciale, salvo pagare meglio i suoi autisti, offrire prezzi migliori ai clienti oppure ricorrere al sabotaggio.

Dal canto loro gli utenti vedono Uber e Lyft - o qualsiasi altri rivale garantisca corse rapide e disponibili in poco tempo - come una “commodity”, niente di diverso da luce, acqua e gas. I tassisti dovranno farci il callo, perché agli utenti interessa che le app per chiamare le app continuino a esistere, perché sono comode e - data la guerra di concorrenza - offerte a prezzo invitante.

Allo stesso tempo, però, nulla blocca i tassisti dall'evolversi in futuro per far coincidere la propria offerta con quella di Uber. Lyft l’ha già fatto, e non c’è nulla che queste app possano fare per impedire alla concorrenza di copiarli.

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