Twitter combatte lo spam con BotMaker: ecco come funziona

Il social network cinguettante ha spiegato come, grazie a un sistema messo a punto dall’azienda, ormai da tempo combatte lo spam e tiene al sicuro gli utenti.

twitter

Twitter, come tutti i social network e tutte le piattaforme che operano online, deve fare quotidianamente i conti con lo spam, in continua evoluzione e sempre un passo davanti. Sconfiggere lo spam è impossibile, ma le grandi aziende stanno facendo il possibile per ridurlo al minimo. Facebook e Google si stanno impegnando su più fronti, ma anche Twitter non è da meno.

Il social network cinguettante ha deciso di farci dare una sbirciata al sistema attualmente utilizzato per contrastare lo spam, BotMaker, sviluppato proprio da Twitter e riuscito in poco tempo a ridurre la presenza di spam sul social network del 40%.

LEGGI ANCHE: Snapchat, grande aumento dello spam: la compagnia si scusa e promette provvedimenti

BotMaker non una novità, non è qualcosa che Twitter ha appena presentato. Il social network ha soltanto deciso di spiegare ai suoi utenti come funziona questo sistema già in uso da tempo e far capire gli stessi quanto impegno ci sia dietro al mantenere un flusso il più reale possibile, senza link ingannevoli e altri elementi di disturbo.

Il sistema lavora su tre fronti principali: prevenire lo spam prima che sia creato, ridurre la quantità di spam visibile su Twitter e ridurre il tempo di reazione di fronte ai nuovi attacchi di spam. Il post firmato dall'ingegnere Raghav Jeyaraman illustra il processo nel dettaglio, tra regole ed eccezioni che il sistema analizza in tempo reale e si trasforma man mano che lo spam trova nuovi modi per superare le barriere e i controlli.

LEGGI ANCHE: Twitter combatte temporaneamente lo spam bloccando l’invio di link tramite DM

SpamDetectionOnWritePath

Si comincia proprio dal principio, da quando il tweet viene composto. Sì, BotMaker legge cosa stiamo scrivendo e riesce a identificare il possibile spam in tempo reale, evitando a priori che venga inserito nel sistema, quindi nel flusso dei tweet.

Questo controllo non è certamente infallibile e se lo spam riesce a superare questa prima barriera, entra in gioco il secondo livello di protezione, che sistematicamente classifica gli utenti - e quindi i potenziali diffusori di spam - ed entra in azione subito dopo che lo spam è entrato in circolo.

Qualcosa riesce comunque a passare, ma il sistema lavora anche sul lungo termine e analizza il comportamento di tutti gli utenti per un periodo di tempo più ampio. Anche in questo caso si possono identificare gli spammer, o i bot creati con quello scopo, e scoprire come questi si sviluppano e cambiano nel corso del tempo, permettendo così agli sviluppatori di aggiungere nuove regole e rendere BotMaker sempre più efficace.

Via | Twitter

  • shares
  • Mail