Nextdoor.com sarà l'anti Facebook?

Nextdoor.com è il social network per il vicinato. Introduce il tema della sicurezza degli utenti e si fa largo a suon di attivazioni: sarà l'anti-Facebook?

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Il mondo dei social network è dominato da Facebook, lo sappiamo. E sappiamo anche come tutti i principali competitors abbiano fallito nell'obiettivo di insidiare la leadership di Zuckerberg. Il primo errore madornale lo fece Google che aveva in casa Orkut, guarda caso coetaneo di Facebook. Un progetto sul quale non credette mai molto e che chiuderà i battenti nel prossimo Settembre. Chi si ricorda dell'euforia attorno a MySpace piuttosto che a Windows Live Spaces? Molti social network sono ancora vivi, oppure in stato vegetativo, altri sono defunti. E' per questo che quando sento parlare di "anti Facebook" credo che sia necessario affrontare il discorso "con le pinze".

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In questi giorni The Verge ha dato ampio spazio a Nextdoor, un social network "privato". L'obiettivo è quello di connettere solo ed esclusivamente il vicinato, espresso con il termine "neighborhood" che ha qualche connotazione in più rispetto all'italiano. Oggi Nextdoor afferma di essere usato da una su quattro "neighborhoods", numeri decisamente interessanti come potete immaginare.

Più di Facebook, Nextdoor scoraggia fin dall'inizio la creazione di false identità. All'atto dell'iscrizione è necessario indicare l'indirizzo dell'abitazione, che sarà oggetto di verifiche precedenti al primo accesso vero e proprio: telefonata, carta di credito, oppure una cartolina con un codice di registrazione che viene inviata all'indirizzo indicato. Sono sincero: ho provato ad "imbrogliarli" ma non ci sono riuscito. Niente da fare: per ora l'iscrizione è limitata agli Stati Uniti e pare non ci sia verso di "far finta" di abitare a New York piuttosto che Albuquerque. Un punto in più per Nextdoor sul fronte sicurezza utenti, quindi.

Nextdoor_demo_newsfeedVisto che non vengono accettate iscrizioni "farlocche", esiste un'area demo, per chi vuole dare un'occhiata. Pare che Nextdoor, a differenza di Facebook, sia un "ponte" per conoscere nella vita reale altre persone. Non ci sono "like" o "share", ma un sistema per condividere informazioni.

Un'altra differenza rispetto ad altri social network è che è possibile vedere l'indirizzo dei membri del vicinato e inviare messaggi o avvisi basati proprio sull'area geografica. Messaggi che possono essere letti sul sito oppure inoltrati via email o notifiche push.

L'interfaccia è semplice, lineare e per nulla spettacolare: si preferisce l'usabilità in favore di utenti meno esperti. Messaggi, località, categorie, gruppi. C'è chi chiede e chi risponde, chi vende e compra, chi organizza eventi. C'è chi cerca una babysitter, chi chiede suggerimenti sui ristoranti e chi vuole cambiare abitazione. C'è anche la polizia che invia i propri avvisi ed ovviamente, chi fa segnalazioni alla polizia stessa. Da non dimenticare, infine, che esiste anche l'app dedicata per iOs e Android.

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Un microcosmo molto reale e terra terra, se mi passate il termine. Qualcosa che sostituisce le vecchie bacheche per avere qualcosa di più. Le comunicazioni sono in tempo reale, è tutto sotto gli occhi di tutti. Certo, bisogna entrare nel meccanismo delle "comunità" americane perchè tutto abbia un senso.

Nextdoor arriverà anche in Italia?

Ho qualche dubbio che Nextdoor possa sfondare in Italia, almeno giudicando dal lato di litigiosità medio in ambito condominiale come spesso riportato dalla stampa. Conoscendo i nostri connazionali, si potrebbe benissimo arrivare al paradosso dell'utilizzo di Nextdoor contro altri utenti, ovvero l'esatto contrario di quanto si proponevano gli ideatori.

Nonostante questo, mai dire mai: quando mi iscrissi a Facebook non mi sarei mai aspettato un'esplosione simile nel nostro Paese. Chissà se tra qualche anno riparleremo negli stessi termini di Nextdoor.

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