Washington, usa gatto per scoprire reti Wi-Fi senza password

Si può usare un gatto per capire se una rete è protetta da WEP/WPA o è senza protezione

gatto nascosto

A qualcuno potrebbe sembrare strano ma non è successo davvero: a Washington un gatto siamese di nome Coco è stato usato per capire se le reti Wi-Fi dei vicini fossero senza protezione oppure protette con WEP o WPA (per chi non fosse ferrato in materia, la differenza tra il primo e il secondo tipo di protezione sta nella possibilità che si ha di craccarle: diciamo che la WEP è un gioco da ragazzi anche per qualche hacker meno esperto).

Il gattino era solito fare il suo giro del vicinato quando la padrona lo lasciava uscire di casa: niente di diverso rispetto a molti altri gatti - come sicuramente penserete -, anche se un giorno è cambiato qualcosa. Forse chi ha visto il gatto per bene, infatti, avrà senz'altro notato un nuovo collare, maculato e di plastica, con appesa una medaglietta: cosa c'è di strano? L'idea è di Gene Bransfield, nipote acquisito della proprietaria del gatto, che ha creato questo collare sfruttando le sue competenze (è un esperto di sicurezza informatica).

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Il funzionamento del collare è molto interessante: l'aggeggio, infatti, è basato su un piccolo computer con scheda Wi-Fi, GPS e piccola batteria; tutto è racchiuso dentro questo collare, che è stato appeso al collo di Coco, il gatto, e che ha permesso all'esperto di scoprire che tipi di rete ci fossero nel vicinato. Ebbene, Coco ne ha trovate ben ventitré, di cui quattro senza password, quattro con WEP e tutte le altre con WPA. A quel punto, Bransfield ha raccolto i dati e li ha visualizzati tramite Google Earth, montando un video in cui si vede tutto il percorso fatto da Coco.

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Gene Bransfield ha raccontato il suo esperimento durante la DefCon Hacking Conference, intitolando l'incontro "Come armare i tuoi animali domestici": a qualcuno potrebbe risultare molto strana come idea, però, a pensarci meglio, una qualche utilità una trovata del genere potrebbe averla. Da oggi in poi, comunque, occhio ai gatti!

Via | The Verge

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