Uber ha sabotato il rivale Lyft con centinaia di chiamate agli autisti fasulle?

Lyft ha accusato Uber di sabotaggio - le due app, rivali nel mondo delle alternative ai taxi, sono in stato di guerra aperta

Uber App e servizio

La guerra ai taxi non basta a Uber, che - secondo le accuse mosse dal rivale Lyft - potrebbe aver preso le armi anche contro la concorrenza. Lyft è molto meno noto di Uber, ma è perfettamente in grado di sopravvivere nel mercato di quello che gli americani chiamano “ridesharing”, una terra grigia di contrasti coi tassisti, in cui una app può chiamare un autista in tempo reale e per essere concorrenziali occorre limare al massimo le spese.

Oppure, attaccare di soppiatto i rivali. Lyft ha accusato Uber di aver fatto annullare 5.500 chiamate ai suoi autisti, e che un dipendente è stato così spudorato da aver fatto da solo ben 1.524 richieste di passaggi, tutte poi cancellate. Le altre migliaia, invece, provengono da 177 dipendenti di Uber, molti dei quali reclutatori di autisti.

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Sabotaggio


La tattica di chiamare e annullare le chiamate è dannosa a molti livelli. Il primo e più evidente danno è quello di far sprecare una corsa all’autista, le cui entrate dipendono da un trasporto di successo.

Il secondo danno è il tempo in cui l’autista è occupato nella chiamata finta, un lungo momento in cui un utente potrebbe ritenersi indotto a chiamare Uber al posto di Lyft.

Il terzo danno è il più spudorato e velenoso: quegli impiegati di Uber che sono reclutatori hanno la tendenza a salire a bordo solo per brevi percorsi, giusto per fare proselitismo e attirare gli autisti sulla propria piattaforma.

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Uber nega ogni responsabilità


Niente delle accuse di Lyft è riconducibile al direttivo di Uber. Di fatto, potrebbe trattarsi di una tattica usata dai reclutatori in modo indipendente. Uber ha risposto alle accuse con violenza, definendole “Completamente false”, anche se ha ammesso di reclutare volentieri i guidatori di altre piattaforme.

Lyft ha lanciato il proprio servizio a New York, dove Uber riteneva di avere il controllo del territorio, una vera e propria roccaforte. Un mese fa un altro rivale di Uber chiamato Gett ha accusato l’app di sabotare le corse. In quel caso Uber ha ammesso le proprie responsabilità, dichiarando di essere disposto a “diminuire la propria aggressività”.

Personalmente ritengo che l’attenzione dovrebbe essere rivolta alla cura della clientela e all’innovazione tramite nuovi servizi, piuttosto che al sabotaggio.

Via | CNN

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