Ricercatori scoprono un algoritmo per estrarre il suono da video silenziosi

Un algoritmo è in grado di "leggere" il suono a partire dalle vibrazioni degli oggetti, anche se fisicamente separato da essi da un vetro anti-rumore.

MIT, Adobe e Microsoft - ecco tre nomi che sono certamente molto familiari a chi segue il mondo della tecnologia. E sono proprio ricercatori di queste tre realtà, tra loro molto diverse, ad aver creato un algoritmo in grado di estrarre il suono dove il suono non c’è.

Dimostrato attraverso un vetro anti-rumore e a una distanza di 5 metri, l’algoritmo è stato in grado di “recuperare” il suono di un pacchetto di patatine che scrocchia nonostante la barriera interposta, che blocca completamente le vibrazioni dell’aria.

LEGGI ANCHE: Pirateria, il leak di Expendables 3 è un autentico incubo per Lionsgate

Altri esperimenti hanno estratto il suono della superficie di un bicchiere d’acqua, o dalle foglie di una pianta in vaso. Un po’ come HAL9000, l’algoritmo è perfettamente in grado di “leggere” il suono. Le vibrazioni che gli importa di ricevere sono quelle dell’oggetto stesso che emette rumore, e gli basta vederle. È solo sufficiente che la videocamera usata sia in grado di registrare frame a velocità superiore rispetto alla frequenza delle vibrazioni sonore.

Alcune videocamere di altro livello sono in grado di registrare 100.000 frame al secondo, mentre uno smartphone di solito si ferma a sessanta. Le vibrazioni audio sono sotto le 8.000 e sopra le 2.000.

Decisamente fantascientifico, quasi come i computer magici di C.S.I., capaci di definire un volto a partire da un singolo pixel. Con l’ovvia differenza che questo metodo per percepire i suoni funziona davvero.

Via | MIT News

  • shares
  • Mail