L’angolo della nostalgia: i software di ieri, Amiga Workbench

L'indimenticabile mano del caricamento di Workbench su Amiga è ancora nei nostri cuori.

Guardate il video qui sopra e se per caso vi viene da piangere, non preoccupatevi, vi capiamo. Impossibile resistere alla visione del caricamento di Workbench 1.3 su Amiga 500, legato a un vero e proprio pezzo di storia dell'informatica casalinga che vide tra fine anni '80 e inizio '90 protagonista la piattaforma targata Commodore.

Il Workbench era uno dei componenti principali di AmigaOS, e trova le sue radici con la versione 1.0 pubblicata per il primo computer della linea Amiga, l'Amiga 1000, nel 1985. La serie 1.x sarà di fatto quella che ricorda la maggioranza delle persone, visto che il successivo Amiga 500 diventò il più venduto, anche grazie ad alcune funzionalità del sistema operativo inedite per l'epoca.

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Lo schermo si presentava infatti in modo altamente personalizzabile, permettendo all'utente di modificare le proprie icone, scegliendo tra quattro diverse colorazioni per il display e una doppia risoluzione di 640×256 o 640×512 sui sistemi PAL.

A parte la famosa mano iniziale, con cui iniziava il caricamento del Workbench Amiga, a tutti quanti sarà rimasto impresso questo software: ricordo che all'epoca mi facevo praticamente rapire dalle sue schermate, iniziando a girovagare come viene fatto nel video per visualizzare tutti gli effetti.

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