Google ancora nel mirino di dell’antitrust UE: abuso di posizione dominante per Android?

E se Google approfittare della propria posizione dominante per imporre alle aziende che utilizzano Android di scegliere anche altri servizi di BigG?

google

Google è finita ancora una volta nel mirino dell’antitrust europeo, stavolta per quanto riguarda Android, il sistema operativo open source sviluppato dall’azienda di Mountain View e adottato per circa l’80% dei dispositivi mobili in circolazione, smartphone o tablet che siano.

Un dubbio è balenato nelle ultime settimane tra i componenti della Commissione Europea, che ha deciso di vederci chiaro e di chiedere direttamente alle aziende che producono i dispositivi: siamo sicuri che Google, forte della propria presenza su una fetta di mercato così consistente, non spinga le aziende che scelgono Android per i propri dispositivi mobili ad adottare anche tutti i servizi collaterali di BigG, da Google Maps a Google Search, passando per Gmail?

LEGGI ANCHE: Google si salva dall’antitrust negli USA, Microsft furiosa. In Europa ancora tutto da decidere

Il dubbio è lecito, nonostante la profonda integrazione tra il sistema operativo e i servizi accessori. Non c’è ancora un’inchiesta ufficiale, ma secondo quanto riferito in queste ore da Reuters, che cita fonti affidabili e anonime, la Commissione avrebbe inviato alle aziende direttamente coinvolge dei questionari che serviranno ad avere un quadro più chiaro della situazione.

Quaranta domande, scrive Reuters, con cui si cerca di capire se Google abbia richiesto, per iscritto o meno, di non preinstallare applicazioni, prodotti e servizi in grado di fare concorrenza a quelli di Google, vale a dire client di posta alternativi a Gmail, motori di ricerca diversi da Google, app per la navigazione diverse da Google Maps e così via.

Scopri tutte le novità sul mondo di Android grazie ai nostri colleghi di Mobileblog

BELGIUM-EU-ECONOMY-CINEMA-CULTURE

Oltre a rispondere alle domande, le aziende devono fornire email, fax, lettere e note in arrivo da chiamate e incontri, così come presentazioni o altri tipi di contatti con Google dal 2007 ad oggi, segno che la Commissione voglia indagare su un lasso di tempo decisamente lungo, almeno 7 anni.

Secondo una fonte citata da Reuters, infatti, Google farebbe firmare un contratto alle aziende che vogliono utilizzare Android per i dispositivi che producono in cui verrebbe stabilito un numero minimo di applicazioni di Google che devono essere installate sul dispositivo. Se questo fosse vero, ci sarebbero delle chiare tracce, veri e propri contratti stipulati tra Google e le aziende coinvolte, prove che possono essere utilizzate in un’eventuale inchiesta della Commissione.

L’inchiesta, è bene sottolinearlo, non è ancora stata avviata. Tutto dipenderà dalle risposte delle aziende interpellate, che avranno tempo fino a settembre per compilare i questionari e inviare tutta la documentazione all’antitrust UE.

Non mancheremo di aggiornarvi se e quando ci saranno ulteriori sviluppi.

Via | Reuters

  • shares
  • Mail