Facebook, scriveva "Forza Etna, Forza Vesuvio": oggi Donatella Galli a processo

La consigliera uscente Donatella Galli a processo per aver scritto su Facebook parole dure contro il Meridione

donatella galli

La notizia risale all'ottobre 2012 e la protagonista è nientepopodimeno che la consigliera provinciale uscente della Lega Nord di Monza e Brianza, la non poco nota Donatella Galli: all'epoca il post che aveva scritto su Facebook - "Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili" - aveva scatenato l'ira del web e messo in evidenza la totale incapacità di comunicazione, forse mista - si spera - a inconsapevolezza: insomma, non serve Mark Zuckerberg o un esperto di social media per dire che Facebook, Twitter et similia stanno acquisendo lo stesso potere e la stessa influenza della televisione e che anche un semplice messaggio - ma non è certo questo il caso - può far scatenare il putiferio.

Non siamo neanche nuovi a certi tipi di comportamento: poco tempo fa, per esempio, ha fatto molto parlare di sé la foto di Mario Balotelli con il fucile puntato contro lo schermo, e che dire dell'infermiera che si è fatta scattare delle foto da una collega con un cadavere a fianco? Potremmo continuare con molti altri esempi, ma è chiaro che sono in molti - anche in ambienti dove la prudenza non dovrebbe essere mai troppa - a usare i social network con poca cura e attenzione. A meno che certi messaggi e certe foto non vengano condivisi apposta per far parlare di sé, e in questo caso la funzione social è stata capita a pieno.

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A prescindere da queste considerazioni, la consigliera uscente Donatella Galli dovrà affrontare un processo con l'accusa di aver diffuso “idee fondate sulla superiorità razziale ed etnica degli italiani settentrionali rispetto ai meridionali” e di “discriminazione razziale ed etnica”. Le parole sono del pm Emma Gambardella, che ha chiuso le indagini con la citazione a giudizio per l'imputata.

La denuncia era stata presentata da Angelo Pisani, avvocato napoletano che si è costituito parte civile, in quanto presidente della Ottava Municipalità di Napoli:

"Intendiamo - queste, le parole di Angelo Pisani - lanciare un segnale forte per far capire a tutti che la dignità dei cittadini italiani, siano essi meridionali o settentrionali, va rispettata. Se non lo si comprende per senso civico gli artefici lo capiranno pagando di tasca propria per le offese fatte".

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Come regolamentare l'uso dei social network?


Pisani, poi, conclude con una dichiarazione significativa:

"La condanna che potrebbe arrivare rappresenterà un importante argine alla violenza razziale che avvelena lo sport italiano, il web e la convivenza civile".

In effetti, il web sembra diventato terra di tutti e terra di nessuno: Facebook ha le sue regole, certo, ma in casi come questo non bastano certo i regolamenti di Mark Zuckerberg e del suo team, anche perché sappiamo bene che molto spesso non funzionano (si pensi al meccanismo contraddittorio delle segnalazioni); oltre al comune buon senso, insomma, una qualche regola bisognerebbe introdurla.

Via | Il Fatto Quotidiano

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