Su Facebook e Twitter la rivoluzione pacifica delle donne turche contro il divieto di sorridere

Il vice primo ministro Bulent Arinc, braccio destro di Erdogan, ha imposto alle donne di non sorridere: la reazione su Facebook e Twitter non si è fatta attendere

donne turche

Ha fatto molto discutere, tra gli altri argomenti di questi giorni, l'invito del vicepremier islamico alle donne turche di non ridere in pubblico, in quanto "peccaminoso". La vicenda è stata ricostruita per filo e per segno dal quotidiano Hurryet, come scrive l'Ansa: il vice primo ministro Bulent Arinc, braccio destro di Erdogan, ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto esplodere la polemica su Facebook e Twitter, quest'ultimo già usato nella nazione sempre per motivi socio-politici.

"La donna - queste, le parole di Arinc saprà quello che è peccaminoso e quello che non lo è. Non riderà in pubblico. Non sarà seducente nel suo comportamento e proteggerà la sua castità".

Ancora una volta la protesta è stata organizzata sui social network: su Facebook e Twitter le donne hanno pensato bene di mostrare i propri sorrisi; tutte giovani, a capo scoperto e assolutamente non distinguibili dalle amiche occidentali. Una bella risposta al vice premier, insomma, anche perché ha avuto senz'altro l'effetto sperato: in rete tutti ne stanno parlando e a Bulent Arinc il messaggio sarà arrivato forte e chiaro.

Non è certo la prima volta che ci troviamo dinanzi a un tale uso dei social network, e non sarà neanche l'ultima: ricordiamo tutti, per esempio, quando il ministro Bondi paragonò il ministro Cecile Kyenge a un orango e il web si mobilitò per prenderlo in giro tramite Twitter; e sono tanti i casi di questo tipo, in cui emerge con forza la funzione di denuncia sociale di foto, stati e post. La reazione del vice primo ministro, purtroppo, non si farà attendere.

Via | Ansa

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