Bleep di BitTorrent, nuovo instant messenger P2P

BitTorrent è particolarmente ricco di iniziative quest'anno e ci propone anche una piattaforma per il messaging in P2P.

Immagini di Bleep

Bleep è un servizio di messaging a cui BitTorrent Inc. lavora da un po'. In questo periodo l'azienda è particolarmente creativa, direi. Il modello del software è di quelli basati sul P2P, e si tratta di qualcosa che non si vede più tanto spesso nel campo del software commerciale. Prendiamo l’esempio di Skype e Sportify:

Quando Skype è “caduto” nelle mani di Microsoft, uno dei primi effetti è stato l’eliminazione della struttura P2P a favore di una più tradizionale a server. Redmond non è mai stata particolarmente affezionata a tecnologie che non conferiscono il controllo totale al proprio gestore e ha ignorato l’allarme degli utenti e la preoccupazione di chi temeva per la privacy.

LEGGI ANCHE: BitTorrent Sync, il successo straordinario del servizio di archiviazione e trasferimento file P2P

Anche Spotify ha iniziato la propria carriera di servizio musicale in streaming grazie a una innovativa tecnologia P2P per la distribuzione dei dati. Ora che si tratta di un brand di successo, presente su milioni e milioni di PC e smartphone, le cose a quanto pare sono cambiate. Senza che gli utenti se ne accorgessero, Spotify ha migrato tutto il proprio business su una struttura piuttosto tradizionale di server. Il problema qui era la “scalabilità”, evidentemente più flessibile con il “vecchio” sistema.

Strascichi di Snowden


Immagini su Edward Snowden

BitTorrent, tuttavia, ha deciso di spolverare il concetto di messaggistica e servizio distribuito, il cui “motore” è il potere computazionale dei suoi utenti, non di qualche server centrale. Una volta stabilito che questo genere di struttura non è priva di svantaggi e di difficoltà, perché riprenderla nel 2014?

La risposta, come forse avrete potuto già intuire, risiede in Edward Snowden, o meglio nel putiferio mediatico scatenato dalle sue rivelazioni sul comportamento operativo dell’NSA e del Governo USA. La violazione sistematica della privacy dei servizi di mail e messaggistica rendono improvvisamente non solo palatabile, ma addirittura desiderato un sistema che è molto facile da rendere confuso e difficile da seguire.

LEGGI ANCHE: Dropbox ostile alla privacy? Snowden consiglia SpiderOak

Immagini di Bleep


    “Perché lo abbiamo chiamato “Bleep”? Perché noi non vediamo nulla dei vostri messaggi e dei loro metadati. Per quanto ci riguarda, tutto quello che voi dite chattando è solo “bleep”. [Per la cronaca, con l’onomatopea “bleep” in inglese generalmente si caratterizza il suono con cui si censurano le parole di qualcuno in TV -NdA]

Bleep basa il proprio funzionamento sulle DHT, o “Distributed Hash Table”, set di dati non centralizzati che possono essere raggiunti da qualsiasi client. I DHT sono un meccanismo sfruttato nell’ambito del file sharing, ma in questo caso il concetto è unito al SIP, una tecnologia sfruttata ampiamente dai servizi di VoIP per la comunicazione. Il risultato rende Bleep compatibile con tutti i servizi di VoIP, almeno potenzialemente.

Chiaro, Bleep è tenuto sicuro da potenti algoritmi di crittografia, qualcosa che “Dovrebbe essere normale nell’era post-Snowden” dicono da BitTorrent. Ma a dire il vero Bleep è tutt’altro che standard - certo, ai suoi esordi Skype usava il P2P, ma ha sempre richiesto il login e l’autorizzazione di un server centrale. Bleep è completamente privo di questo genere di struttura. Siamo noi ad autorizzarci a procedere a controllare con chi siamo in contatto - il costo è un po’ di comodità, il guadagno è la privacy.

Via | BitTorrent

  • shares
  • Mail