Si scatta foto con cadavere, infermiera licenziata: macabra ansia da selfie

Indagata per omicidio e licenziata l'infermiera che si è fatta fotografare con un cadavere

selfie

Continua a far discutere l'infermiera che si è lasciata fotografare dinanzi a un cadavere: tutto è accaduto nella provincia di Ravenna, precisamente nell'ospedale Umberto I di Lugo di Romagna, e la vicenda ha visto morire anche una donna, la 78enne Rosa Calderoni. Lasciamo la ricostruzione di quello che è stato definito un vero e proprio omicidio al Fatto Quotidiano, prima di addentrarci nei dettagli:

"[...] L’azienda sanitaria di Romagna lunedì 28 luglio ha licenziato la lavoratrice, indagata con la accusa di omicidio volontario per la morte di Rosa Calderoni, la donna diabetica entrata in ospedale per un banale malore e deceduta inspiegabilmente alcuni giorni dopo, l’8 aprile 2014. Durante i primi accertamenti, infatti, i medici trovarono nel sangue dell’anziana una dose anomala della sostanza (il cui composto cloruro è usato anche nelle esecuzioni capitali negli Stati Uniti) e qualcuno all’Ausl iniziò a insospettirsi. Anche perché dall’inizio dell’anno 38 persone (l’80% in più rispetto alla media) erano morte in circostanze poco chiare in quello stesso reparto. [...] Nemmeno un mese, e dalle indagini e dagli interrogatori arriva la sorpresa che nessuno si aspetta: nel cellulare dell’indagata un ingegnere informatico incaricato dai magistrati ritrova una foto risalente ai mesi scorsi che ritrae la donna in posa assieme al cadavere di un paziente appena deceduto".

Il Fatto Quotidiano e tutto il web parlano di selfie, ma la verità è che è stata un'altra lavoratrice a scattargli la foto; a commentare il tutto, il procuratore capo di Ravenna, Alessandro Mancini:

"Si tratta di due immagini e posso assicurare che in tanti anni di carriera di foto scioccanti ne abbiamo viste, ma come queste poche. Stiamo ancora cercando di capire se siano state scattate di fronte a una delle 38 persone decedute per le quali abbiamo sequestrato le cartelle cliniche [l'indagine è scattata proprio perché i deceduti erano troppi ndr]. Sarà però un lavoro lungo".

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Macabra "ansia da selfie"


Selfie o non selfie, parlare di "ansia" da scatto non è certo inappropriato, anche se questa donna - come racconta lo stesso quotidiano - ha fatto parlare di sé per molti altri problemi causati sul posto di lavoro; il fatto che si sia fotografata con un cadavere, insomma, più che spingerci a parlare di ansia da selfie ci fa pensare a tutt'altro.

Certo - andrà detto -, non è il primo episodio raccapricciante di questo tipo, e non pensiamo alla foto col fucile di Mario Balotelli: parliamo, ad esempio, di chi si è fatto un selfie con la Concordia alle spalle; oppure delle varie foto che su Facebook vedono ragazzi di varie età farsi degli scatti con Auschwitz dietro. Insomma, sembra che l'ansia di apparire in un autoritratto abbia annullato il buonsenso, e questo, purtroppo, non dipende certo dal presunto strapotere dei social network...

Via | Il Fatto Quotidiano

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