La Russia prova a dire addio a Microsoft

In Russia si sta lavorando a un disegno di legge che potrebbe decretare la morte di Windows in tutto il Paese, in favore dei prodotti locali.

vladimir-putin


La tensione tra Russia e Stati Uniti è tangibile, basta aprire un qualunque quotidiano per rendersene conto, e i recenti avvenimenti che hanno coinvolto il volo MH17 della Malaysia Airlines non hanno fatto che aggravare la situazione.

Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni nei confronti della Russia e in tutta risposta il Paese di Vladimir Putin si è messa in moto per dire addio ad alcune delle principali aziende tech statunitensi, da IBM ad HP, passando per Oracle e Microsoft.

Leggi anche: Twitter e Facebook a rischio chiusura in Russia

I russi, come il resto del Mondo, fanno un uso massiccio dei sistemi operativi dell’azienda di Redmond, dai cittadini alle istituzioni, ma questo potrebbe cambiare in futuro. È al vaglio un progetto di legge che spingerà le agenzie governative russe e tutte le aziende vicine allo Stato a favorire software e hardware locali a discapito di quelli prodotti altrove, soprattutto negli Stati Uniti, a cominciare proprio dai sistemi operativi.

Non è chiaro se la Russia stia agendo in linea teorica, in attesa di capire quali siano le alternative, o se abbia già trovato software e hardware prodotti in loco in grado di sostituire quelli di provenienza estera, a cominciare proprio da un sistema operativo in sostituzione di Windows in grado di offrire lo stesso livello di sicurezza e le stesse funzioni.

Approfondisci: Russia, Putin mette il bavaglio a Internet. Ecco le discusse novità

L’idea della Russia, è bene precisarlo, non è esplicitamente quella di mettere un freno ai prodotti in arrivo dagli Stati Uniti, ma soltanto di dare una preferenza alle aziende locali senza imporre alcun blocco ai prodotti esteri. Certo, la speranza è che di fronte ad alternative valide, i cittadini seguiranno in massa l’esempio del Governo.

Si tratta comunque di un disegno di legge ancora in via di definizione, quindi sembra proprio che Vladimir Putin, e le istituzioni russe più in generale, dovranno continuare a utilizzare Windows ancora per un po’.

Via | Bloomberg

  • shares
  • Mail